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Calabria in sella: la Ciclovia dei Parchi guida la rinascita del Sud nel boom del cicloturismo

Il cicloturismo sta emergendo come una forza trainante nel panorama turistico italiano, superando la sua precedente percezione di nicchia per appassionati e affermandosi come un fenomeno capace di ridisegnare i flussi turistici e stimolare l’economia locale.

Questo trend positivo porta benefici significativi a borghi, aree interne e territori marginali, generando nuove opportunità di crescita economica e occupazionale, in particolare nel Sud Italia, che si trova al centro di questa trasformazione grazie alle sue straordinarie bellezze naturali e culturali.

Infrastrutture ciclabili come la Ciclovia dei Parchi in Calabria, la Via Silente nel Cilento e i percorsi immersi nella natura lucana sono esempi concreti di come la bicicletta possa rigenerare territori e favorire la nascita di nuove imprese locali. Per i professionisti del settore, gli operatori turistici e le istituzioni, il cicloturismo rappresenta una leva strategica per rilanciare l’economia del Mezzogiorno, valorizzando le risorse endogene e costruendo reti territoriali solide.

Trend e impatto economico del cicloturismo in Italia

Secondo il Quinto Rapporto “Viaggiare con la bici 2025”, realizzato da ISNART-Unioncamere in collaborazione con Legambiente, il cicloturismo italiano ha registrato numeri impressionanti nel 2024. Le presenze hanno raggiunto quota 89 milioni, con un incremento del 54% rispetto al 2023, e un impatto economico stimato in quasi 9,8 miliardi di euro. Questa crescita esponenziale lo posiziona come uno dei segmenti più dinamici del settore turistico nazionale, contribuendo con una quota superiore al 10% del totale dei turisti in Italia.

Il profilo dei cicloturisti rivela una forte componente millennial (47,7% tra i 30 e i 44 anni) e una quota significativa di generazione X (35,4% tra i 45 e i 60 anni). Inoltre, la spesa media giornaliera dei visitatori stranieri è cresciuta notevolmente, passando da 104 € nel 2023 a 132 € nel 2024, a conferma della crescente attrattiva internazionale di questa forma di turismo.

Esperienze virtuose nel Sud Italia: Calabria, Cilento e Basilicata

Il Sud Italia sta dimostrando di essere un terreno fertile per lo sviluppo del cicloturismo, con progetti esemplari che fungono da modello.

La Ciclovia dei Parchi in Calabria è un esempio eccellente di come si possano unire paesaggi montani, borghi storici e aree protette, offrendo tappe adatte sia a ciclo-escursionisti esperti che a famiglie. La Calabria, in particolare, ha registrato una componente femminile in crescita (41,4%), superiore alla media nazionale, tra le dieci ciclovie “campionate” dal Rapporto ISNART-Legambiente.

Anche i percorsi in Basilicata stanno ottenendo un grande successo. Itinerari come l’Anello dei Parchi lucani o la Ciclovia Meridiana hanno beneficiato di investimenti mirati in segnaletica, punti di noleggio e servizi di assistenza tecnica. Ciò ha favorito una proficua integrazione tra turismo attivo e produzione agroalimentare tipica. Aziende agricole, agriturismi e botteghe artigiane hanno saputo creare pacchetti esperienziali che uniscono degustazioni di prodotti locali a escursioni guidate in bicicletta.

Infine, la Via Silente nel Cilento (Campania) rappresenta un itinerario “slow” che attraversa antichi sentieri, borghi medievali e panorami costieri mozzafiato, esaltando il ricco patrimonio culturale e paesaggistico cilentano. Questo progetto ha stimolato la nascita di piccole strutture ricettive e servizi di bike-sharing gestiti da cooperative locali, contribuendo in modo significativo alla creazione di occupazione giovanile e al contrasto dello spopolamento delle aree interne.

Questi casi virtuosi dimostrano come, a livello territoriale, la sinergia tra pubblico e privato, unita a investimenti mirati su infrastrutture ciclabili e servizi correlati, possa tradursi in un modello replicabile di sviluppo sostenibile e di rilancio economico per l’intero Mezzogiorno.