Era nell’aria, ma ora è ufficiale: la Carmar srl, società che ha gestito per due stagioni i pontili galleggianti del Porto di Catanzaro, ha annunciato la decisione di rimuovere tutte le imbarcazioni e restituire i posti barca, lasciando a terra circa 170 diportisti, molti dei quali residenti nel capoluogo calabrese.
La goccia che ha fatto traboccare il mare è l’ultima mossa del Comune di Catanzaro nel contenzioso aperto al TAR: l’amministrazione avrebbe inserito “all’ultimo minuto” l’ipotesi di utilizzare facoltà discrezionali sulla concessione, senza entrare nel merito delle contestazioni mosse alla società. Per Carmar si tratta dell’ennesima “fuga dalle responsabilità”.
La nota: via le barche, con rammarico
Nel documento ufficiale indirizzato agli utenti e diffuso pubblicamente, Carmar comunica «con rammarico» che le recenti evoluzioni legali hanno imposto un passo indietro. La ditta accusa Palazzo De Nobili di aver evitato il confronto, sostenendo genericamente “presunte difformità” mai attribuite in modo chiaro.
«Abbiamo deciso di rimuovere le imbarcazioni dai pontili, in attesa di far valere con la massima celerità i nostri diritti nelle sedi opportune», si legge nella missiva, che invita i diportisti a sgomberare le imbarcazioni al più presto e a comunicare la data esatta per la valutazione dei rimborsi e l’eventuale restituzione di somme versate.
Estate senza approdo: la rabbia dei cittadini
A ridosso della stagione balneare, Catanzaro perde il suo unico porto turistico attivo, con conseguenze gravi per i diportisti e per l’indotto economico collegato. La situazione, già complicata dalle lungaggini amministrative, precipita ora nel caos.
Tra i più attivi nel denunciare il disastro c’è Mario Procopio, volto noto degli “Amici del Porto Catanzaro”, che ha accusato il sindaco Nicola Fiorita di aver rassicurato inutilmente gli utenti: «I suoi messaggi si sono rivelati nulli».
La politica si infiamma: “Traditi i cittadini”
Il primo ad alzare i toni è stato il consigliere regionale Antonello Talerico, che su Facebook ha parlato di “amministrazione allo sbando”, denunciando che a pagare saranno solo i diportisti. «Per rimuovere le barche servono rimorchi autorizzati e spostarle in altro porto richiede permessi e costi. Chi paga? I cittadini. Ve lo dicevo che andavano mandati a casa», ha scritto senza mezzi termini.
Piani alternativi in tilt: estate a rischio paralisi
Il Comune prova ora a correre ai ripari. Si parla di un piano B che prevede l’utilizzo del terzo specchio d’acqua della Catanzaro Servizi, e di un piano C legato a varo e alaggio. Ma tutto è ancora sulla carta. I tempi tecnici per l’attuazione sono stretti e l’estate incombe.
Manca una visione strategica, mancano certezze giuridiche e mancano soluzioni concrete. E nel frattempo, 170 barche non hanno più un posto dove ormeggiare.



