In Calabria c’è una certezza che resiste alle stagioni, ai governi e al buon senso: i cantieri stradali non si fermano mai, nemmeno quando sarebbe logico farlo. Anzi, in piena estate sembrano moltiplicarsi, proprio quando le strade si riempiono di turisti e residenti che si spostano per ferie, eventi o semplicemente per godersi un po’ di mare.
L’ultima notizia arriva da ANAS, che informa i viaggiatori dell’ennesima limitazione al transito lungo l’autostrada A2 “del Mediterraneo”. Lunedì 21 luglio, dalle ore 9:00 alle ore 14:00, sarà chiusa la rampa di uscita dello svincolo di Tarsia Sud, in direzione nord. Un disagio che si somma a una lunga serie di cantieri che affliggono la viabilità calabrese da mesi, se non da anni.
Per chi deve proseguire verso nord, la deviazione consigliata prevede l’uscita allo svincolo precedente di Torano, per poi proseguire sulla Strada Provinciale 241. Un’alternativa che, in piena estate, rischia di diventare un incubo, tra rallentamenti, traffico locale e una segnaletica spesso poco chiara.
Ma la domanda che molti si pongono è semplice: perché fare questi lavori adesso? Perché non concentrare gli interventi nei mesi meno affollati, come settembre o primavera? La risposta, come spesso accade in Calabria, si perde tra burocrazia, pianificazioni discutibili e una cronica incapacità di programmare nel rispetto delle esigenze del territorio.
Il paradosso è che la stessa regione che punta sul turismo per rilanciarsi, sembra fare di tutto per scoraggiarlo, con strade inagibili, deviazioni improvvise e una viabilità che, invece di facilitare l’accoglienza, la rende un’odissea.
È giusto rifare l’asfalto, curare le infrastrutture, migliorare la sicurezza. Ma è altrettanto giusto pretendere una gestione intelligente dei cantieri, che tenga conto dei flussi turistici e delle esigenze di chi la Calabria la vive e la visita. Perché il messaggio che passa, ancora una volta, è che qui niente cambia mai. Nemmeno i lavori in corso.



