Ci sono tragedie che si imprimono indelebilmente nella memoria collettiva, segnando profondamente i cuori di un’intera comunità e non solo. Il naufragio del barcone a Steccato di Cutro, avvenuto la notte del 26 febbraio 2023, è senza dubbio una di queste. Un dramma che ha strappato alla vita 94 migranti, tra cui 35 minori, e che continua a rappresentare una ferita aperta per la Calabria e per l’Italia intera.
Oggi, 21 luglio 2025, una nuova pagina di questa dolorosa vicenda è stata scritta. Il Gup di Crotone, Elisa Marchetto, ha infatti deciso il rinvio a giudizio di sei militari, coinvolti nell’inchiesta sul naufragio. Si tratta di quattro finanzieri della Guardia di Finanza e due operatori della Guardia Costiera, la cui posizione sarà ora esaminata nel corso del processo.
Questa decisione giunge a conclusione dell’udienza preliminare e rappresenta un passo significativo nel percorso di ricerca della verità e della giustizia per le vittime e i loro familiari. Il ricordo di quella notte, con le croci che ancora oggi sorgono sul luogo del disastro, rimane vivo e doloroso.
La tragedia di Cutro è un monito costante sulla fragilità delle vite umane e sulla complessità dei flussi migratori. Il rinvio a giudizio dei militari coinvolti nell’inchiesta riaccende i riflettori su un evento che ha scosso le coscienze, sottolineando l’importanza di un’attenta valutazione delle responsabilità e di un impegno continuo affinché simili drammi non si ripetano mai più.



