La sanità calabrese sta vivendo un drammatico ritorno al passato, con una crisi che minaccia di paralizzare un settore già fragile. Sette mesi di ritardi nei pagamenti da parte della Regione stanno mettendo in ginocchio le strutture convenzionate che operano nel comparto ex APA-PAC, portando aziende e lavoratori allo stremo.
Di fronte a questa situazione insostenibile, il Presidente Regionale UNIMPRESA CALABRIA, Avv. Giancarlo Greco, e il Segretario Organizzativo FIALS CALABRIA, Elio Bartoletti, hanno alzato la voce. Su sollecitazione dei lavoratori, le RSA aziendali si sono riunite oggi, 23 luglio 2025, insieme ai rappresentanti delle due sigle sindacali per fare il punto su un’emergenza che non può più essere ignorata.
Già il 29 maggio 2025, FIALS e UNIMPRESA avevano inviato una formale richiesta di incontro urgente al Presidente della Regione e Commissario alla Sanità, Roberto Occhiuto, per denunciare la gravità della crisi. A oggi, tuttavia, la risposta è stata un silenzio assordante da parte delle istituzioni, senza alcuna convocazione o segnale di apertura al dialogo.
Le conseguenze di questi ritardi sono devastanti. Le aziende del comparto sono al limite della sopravvivenza: i mancati trasferimenti regionali stanno compromettendo non solo il pagamento degli stipendi dei lavoratori, ma anche il mantenimento dei servizi essenziali e la stessa continuità dei posti di lavoro. A rischio ci sono prestazioni sanitarie fondamentali per i cittadini calabresi, già troppo spesso costretti a ricorrere alla cosiddetta “migrazione sanitaria” verso altre regioni, un fenomeno che costa alle casse regionali oltre 300 milioni di euro all’anno.
FIALS e UNIMPRESA chiedono con urgenza l’immediata apertura di un tavolo di confronto, un passo già compiuto in tutte le altre regioni italiane per affrontare e risolvere simili emergenze. Nel frattempo, le due organizzazioni hanno già attivato le procedure di raffreddamento e conciliazione delle controversie, inoltrando formale richiesta al Prefetto di Cosenza.
La mobilitazione è ormai imminente: senza risposte concrete e senza l’avvio di un dialogo costruttivo, la protesta è destinata a scendere in piazza. La sanità calabrese non può più aspettare.



