In un messaggio che mescola speranza, attesa e un pizzico di rammarico, il vescovo della Diocesi di Locri-Gerace, Mons. Francesco Oliva, ha annunciato l’anno giubilare dedicato al Santuario della Madonna della Montagna di Polsi.
Il presule ha voluto che questo fosse un «tempo particolare di grazia, perdono e rinnovamento spirituale» per guarire le ferite e guardare al futuro con occhi nuovi.
Nonostante il Santuario rimanga inaccessibile quest’anno a causa di urgenti lavori di messa in sicurezza e restauro, il vescovo invita i fedeli a vivere un pellegrinaggio spirituale. Sottolineando la figura di Maria come «donna del Giubileo», Oliva la presenta come una madre che riconcilia, guarisce e affronta la vita con coraggio.
Accettare il sacrificio di non poter visitare il Santuario fisicamente è un gesto che, secondo il vescovo, porterà a una gioia ancora più grande e a una maggiore sicurezza una volta che i lavori saranno completati.
Segni concreti di speranza e grandi attese
Il messaggio del vescovo non è solo un invito alla riflessione interiore, ma anche un elenco di segni concreti di speranza che stanno prendendo forma. Tra questi, l’avvio della messa in sicurezza della strada che conduce a Polsi, il restauro del Santuario stesso, il completamento della Via Crucis e l’adeguamento delle strutture di accoglienza per i pellegrini, come balconate e alloggi.
A coronamento di questo speciale anno giubilare, è stata annunciata una presenza di grande rilevanza: quella del cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Il cardinale prenderà parte a diverse celebrazioni:
- La novena che si terrà dal 24 agosto al 1° settembre 2025 nella chiesa parrocchiale di San Luca.
- Una veglia di preghiera con i giovani il 1° settembre alle 22:30.
- La Santa Messa del 2 settembre, che si terrà eccezionalmente alle 9:30 presso lo stadio comunale di Locri e sarà presieduta dallo stesso cardinale Zuppi.
Concludendo il suo messaggio, Mons. Oliva ha affidato alla Madonna della Montagna le famiglie, i giovani, gli anziani, i malati e tutti coloro che portano un peso nel cuore. L’invito finale è a vivere questo Giubileo come un tempo di riscatto e di fede matura.



