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Stop smartphone in classe, Valditara impone il divieto: professori e presidi approvano, studenti tra regole e resistenze

Con l’inizio del nuovo anno scolastico, dal 15 settembre scatterà il divieto di usare gli smartphone in classe.

Lo ha ribadito il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che ha esteso la misura a tutti gli istituti di ogni ordine e grado. Niente più chat, messaggi o storie di Instagram durante le lezioni: lo smartphone dovrà restare spento nello zaino.

Le scuole che avevano già detto no

Diversi istituti avevano anticipato la linea ministeriale. Al liceo Maestre Pie di Rimini, ad esempio, il consiglio docenti aveva vietato l’uso dei telefoni già due anni fa. “Sono assolutamente d’accordo con Valditara, questa è una battaglia da combattere con le unghie e con i denti” spiega il professor Francesco De Luigi, docente di storia e filosofia. Secondo l’insegnante, alcuni ragazzi hanno persino riscontrato benefici dal divieto.

Il metodo Molari: telefoni in tasca comune

All’Istituto tecnico Molari di Santarcangelo il divieto vige da cinque anni. All’ingresso in aula i ragazzi ripongono i cellulari in un’unica tasca e li ritirano solo all’uscita. “Se qualcuno viene pizzicato a messaggiare scatta la sanzione, anche una nota – racconta la dirigente Daniela Massimiliani –. Alcuni studenti provano a fare i furbi portando due o tre cellulari, ma è parte del normale rapporto tra adulti e ragazzi”.

L’allarme educativo: studenti isolati in ricreazione

Per la preside Massimiliani la questione va oltre la disciplina. “A ricreazione non parlano più: li vedo nei corridoi con la faccia sullo schermo. È un’emergenza educativa”. Il divieto, dunque, diventa uno strumento per favorire relazioni sociali reali e non solo digitali.

Le cautele dei più scettici

Più prudente la posizione di alcune scuole, come il liceo Volta Fellini di Riccione. “Finora gli smartphone venivano usati anche per la didattica – spiega la docente Silvia Barogi –. Lunedì il collegio docenti deciderà se introdurre regole più rigide”.