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Il caso Luciani “scuote” il Comune a Mendicino: “Il mio ruolo di consigliere non conta più?”

Un grido d’allarme istituzionale e politico arriva da Mendicino, nel Cosentino.

Il consigliere comunale Luciano Luciani ha inviato una dura lettera al Prefetto di Cosenza, con conoscenza al Ministero dell’Interno, alla Presidenza del Consiglio e al Presidente della Repubblica, denunciando “una situazione di ostruzionismo sistematico e mancanza di trasparenza” che, a suo dire, gli impedisce di svolgere pienamente il proprio mandato.

La cronologia delle denunce

La missiva ripercorre una serie di episodi che, secondo Luciani, hanno compromesso il suo lavoro di rappresentante eletto. Si parte da una segnalazione del 27 marzo su minacce e diffamazioni, episodi che sarebbero proseguiti e addirittura intensificati. A seguire, la denuncia del 23 maggio sulla presunta divulgazione illecita di dati personali con intenti intimidatori. Il consigliere solleva poi la questione della Contrada Destre, dove dal 27 luglio denuncia abusi edilizi, come la chiusura di strade comunali e interruzione di fossi di scolo, che sarebbero avvenuti nell’inerzia degli uffici.

Luciani si sofferma in particolare sulle difficoltà di accesso agli atti29 luglio e 7 agosto: impossibilità di ottenere dall’Organo Straordinario di Liquidazione (OSL) la documentazione relativa a 103 pratiche per la definizione del debito comunale; 11 agosto: reiterata la richiesta di accesso al protocollo comunale, un diritto che, nonostante le precedenti autorizzazioni, gli verrebbe sistematicamente negato.

Le nuove diffide e il “muro di gomma”

La situazione non accenna a migliorare. Il consigliere elenca una serie di nuove diffide presentate a settembre, che dimostrano la persistente assenza di risposte da parte degli uffici: 1 settembre: diffide su posizioni TARI delle imprese, sui giustificativi dell’economato e sulle discrepanze tra utenze idriche e nuclei familiari3 settembre: richiesta di documentazione su costi e fondi pubblici utilizzati per il concerto di Cece Barretta6 settembre: diffide per ottenere informazioni sull’installazione di specchi stradali e documenti su eventi pubblici.

Il valore del ruolo istituzionale in discussione

Il tono della lettera diventa drammatico nella parte finale, dove Luciani si rivolge direttamente al Prefetto con una domanda aperta: “il mio ruolo di consigliere comunale ha ancora un valore per le istituzioni oppure siamo ormai relegati al ruolo di comparse?”.

Il consigliere sottolinea il suo impegno per la legalità e la trasparenza, ma ammette di trovarsi costretto a riflettere sul senso del suo mandato, se non gli è più garantito il diritto di esercitarlo. La lettera si conclude con una richiesta di un “segnale chiaro” e di un “intervento concreto” che possa “ripristinare il corretto funzionamento delle istituzioni locali e proteggere la dignità dei rappresentanti eletti”.