Il capitolato d’appalto del servizio di sosta tariffata a Vibo Valentia è chiarissimo: i primi dieci minuti di parcheggio devono essere gratuiti.
È scritto nero su bianco all’articolo 6, con tanto di tariffa oraria fissata in 0,50 euro. Ma nella pratica quei dieci minuti, che dovrebbero aiutare chi deve solo fermarsi davanti a una farmacia o scaricare un pacco, non esistono.
O meglio: vengono “regalati” alla fine della sosta, un paradosso che nega il senso stesso della norma. La conseguenza? Se un automobilista si ferma cinque minuti, paga comunque l’ora intera. E chi ha bisogno di una sosta breve, di fatto, non riceve alcun beneficio. Una stortura che trasforma un diritto in una beffa.
La lettera del Comune ignorata
L’assessore agli Affari Generali Marco Talarico ha scritto ufficialmente alla ditta che si è aggiudicato l’appalto chiedendo di “confermare quanto statuito nel capitolato prestazionale del servizio circa la gratuità dei primi dieci minuti di sosta”. Una nota chiara, formale, che richiama la società alle proprie obbligazioni.
Nella mattinata di ieri la ditta, tramite il proprio legale, ha però replicato sostenendo che il capitolato va interpretato diversamente: la gratuità dei primi dieci minuti non sarebbe da intendersi come tempo libero “sic et simpliciter” all’inizio della sosta, ma come minuti scalati da un utilizzo comunque tariffato, successivo al pagamento della sosta stessa. Una lettura che ribalta lo spirito della norma e che, di fatto, mantiene immutata la prassi contestata.
Ausiliari in agguato e multe lampo
A esasperare i cittadini non sono solo i dieci minuti fantasma, ma anche i metodi degli ausiliari del traffico. Scene quotidiane raccontano di auto multate in pochi minuti, persino con le quattro frecce davanti a una farmacia per comprare medicine.
Commercianti e dipendenti lamentano di dover correre a spostare l’auto o a rinnovare il ticket, perché l’abbonamento promesso nel capitolato non esiste o viene rifiutato come “non conveniente”. Il risultato è un clima di accanimento che alimenta malumore e sfiducia, con i cittadini che si sentono trattati più come bancomat che come utenti di un servizio pubblico.
Il Consiglio comunale alza i toni
Il caso è finito di nuovo sul tavolo della prima e della quarta commissione consiliare, dove maggioranza e opposizione hanno trovato un raro punto di contatto. Il capogruppo del Pd Francesco Colelli ha denunciato il “rifiuto sistematico” della Movea di presentarsi in Commissione, definendo la situazione “insostenibile”.
Gli ha fatto eco la capogruppo di Forza Italia Carmen Corrado, che ha ammonito: “Se la ditta continuerà a non attenersi al capitolato, il Comune dovrà procedere immediatamente alla rescissione del contratto”. Parole pesanti, che aprono scenari politici e legali: la rescissione è prevista dal capitolato in caso di gravi inadempienze, e la gestione contestata dei dieci minuti gratuiti potrebbe rientrare a pieno titolo tra queste.
Una vicenda che sa di beffa
Dietro al caos delle strisce blu c’è una contraddizione che rischia di minare la credibilità dell’intera amministrazione: da un lato un contratto preciso, approvato e firmato; dall’altro una gestione che sembra ignorarlo, a danno dei cittadini. Il Comune, stretto tra le proteste popolari e i vincoli del bando, cerca di mostrare i muscoli. Ma intanto i vibonesi continuano a pagare per una sosta che dovrebbe essere più equa. E la sensazione diffusa è che, ancora una volta, a Vibo le regole valgano solo sulla carta.



