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Calabria che resiste: biologico, km zero e comunità locali contro lo spopolamento

In un momento storico in cui le aree rurali rischiano di essere dimenticate, la Calabria rilancia la propria vocazione agricola con un convegno che mette al centro la coltura biologica, le produzioni a chilometro zero e il sostegno alle economie locali. L’appuntamento, promosso dall’associazione F.A.A.S. in collaborazione con l’Assessorato all’Agricoltura del Comune di Bisignano, si terrà domenica 14 settembre alle ore 11:00 presso il suggestivo Casale Fasanella, nell’ambito della tradizionale fiera agricola di Soverano.

Il titolo dell’incontro – _“Coltura biologica e produzioni a km zero: supporto delle economie locali per contrastare la desertificazione e l’abbandono delle aree rurali”_ – racchiude una sfida concreta: valorizzare il territorio calabrese attraverso un modello agricolo sostenibile, capace di coniugare tradizione e innovazione.

A intervenire sarà un parterre di relatori di alto profilo, tra cui Francesco Chiaravalle, Assessore all’Agricoltura del Comune di Bisignano; Luca Pignataro, Presidente CIA Nord; Franco Aceto, Presidente Coldiretti Calabria; Pierfranco Costa, Direttore GAL Valle del Crati; Paola Granata, Presidente Confagricoltura; Rosario Migliuri, Presidente dell’Associazione F.A.A.S.; Daniele Atanasio Sisca, Sindaco di Santa Sofia d’Epiro. Ospite d’eccezione sarà Gianluca Gallo, Assessore all’Agricoltura della Regione Calabria. A coordinare i lavori sarà il giornalista Massimo Maneggio.

Secondo Chiaravalle, il convegno rappresenta “una grandiosa opportunità di confronto, ma anche un’occasione per riscoprire da vicino la storica fiera agricola di Soverano, che da sempre è espressione autentica della nostra identità agroalimentare”. L’obiettivo è chiaro: puntare su produzioni locali, biologiche e a filiera corta, capaci di ridurre l’impatto ambientale, valorizzare la freschezza dei prodotti e rafforzare il legame tra produttori e consumatori.

In un contesto economico e sociale sempre più complesso, la Calabria sceglie di investire nella propria terra, nella cultura contadina e nella resilienza delle comunità rurali. “Cultura, storia e territorio – conclude Chiaravalle – non sono solo elementi distintivi, ma pilastri fondamentali della nostra economia. È tempo di riaffermarne il valore, con una comunicazione trasparente e responsabile, e con un modello produttivo che sappia guardare al futuro senza dimenticare le radici.”