Uno degli appuntamenti più attesi della 60ª edizione del Settembre Rendese ha registrato una partecipazione straordinaria al Museo del Presente, dove studenti, insegnanti e cittadini hanno gremito la sala per assistere all’incontro con lo storico, giornalista e scrittore Gianni Oliva.
Ad aprire la serata, i saluti istituzionali del vicesindaco Fabio Liparoti, che ha sottolineato l’importanza di avvicinare i giovani alla storia, rendendola viva e stimolante. A seguire, l’intervento appassionato dell’onorevole sindaco di Rende Sandro Principe, che ha ricordato il valore culturale e sociale del festival, definendolo «un ponte tra le generazioni e un’occasione di crescita collettiva».

Il tema scelto da Oliva ha catturato immediatamente l’attenzione: «Perché il primo Re d’Italia si chiama già Secondo?». Una domanda solo in apparenza curiosa, che ha permesso allo storico di guidare il pubblico in un viaggio affascinante tra i retroscena del Risorgimento, le scelte dinastiche della Casa Savoia e i simboli che hanno accompagnato la nascita della nazione italiana.
Gli alunni presenti, accompagnati dai loro insegnanti, hanno seguito con entusiasmo l’esposizione, partecipando con domande e riflessioni, segno tangibile di un interesse vivo e contagioso. L’incontro ha confermato ancora una volta il ruolo centrale del Settembre Rendese come contenitore culturale capace di coniugare divulgazione storica, memoria e dialogo intergenerazionale.

L’incontro con Oliva è stata anche l’occasione per fare il punto sul divario tra Sud e Nord che, inutile nasconderlo, c’è ancora e si fa sentire. Qualche stilettata alla classe dirigente non poteva mancare, ma questa è politica… e, come si dice, è un’altra storia!
Un applauso finale, caloroso e convinto, ha suggellato una serata che resterà impressa non solo come momento di alta cultura, ma anche come esempio concreto di quanto la storia, se raccontata con passione, sappia parlare al presente.



