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Educazione civica e rispetto delle istituzioni: il monito dopo l’episodio di Petilia Policastro

Il recente episodio verificatosi a Petilia Policastro lo scorso lunedì 30 settembre 2025, dove alcuni studenti hanno deriso i Carabinieri feriti in un incidente stradale, ha sollevato unanime preoccupazione.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) ha espresso una forte censura per tale condotta, definendola non una semplice leggerezza, ma un sintomo di profonde carenze nella formazione civica e morale dei giovani.

Carenza di solidarietà: un contrasto con la Costituzione

Secondo il CNDDU, questo atteggiamento è in netto contrasto con i principi di solidarietà e rispetto sanciti dall’articolo 2 della Costituzione. Deridere chi soffre, in particolare rappresentanti delle Forze dell’Ordine che operano nell’interesse della collettività, equivale a negare il dovere di solidarietà sociale, minando il senso di appartenenza alla comunità politica.

La scuola, soprattutto nei contesti sociali più fragili, viene vista come un essenziale presidio costituzionale e un garante della legalità sostanziale, ovvero di quei valori e comportamenti che rendono possibile la pacifica convivenza e il riconoscimento reciproco dei diritti fondamentali.

Attacco simbolico alle istituzioni

Il disprezzo manifestato verso le Forze dell’Ordine non è solo un’offesa morale, ma si configura come un attacco simbolico alle istituzioni repubblicane. Tali istituzioni, come richiamato dall’articolo 97 Costituzione, operano nell’interesse esclusivo della collettività. Di conseguenza, l’offesa rivolta ai Carabinieri si traduce in un indebolimento della fiducia e del rispetto verso lo Stato di diritto.

Rafforzare l’educazione alla legalità

Il CNDDU sottolinea la necessità improrogabile di rafforzare l’educazione alla legalità. Questa deve essere intesa non solo come uno strumento didattico trasversale, declinato anche attraverso l’Educazione civica, ma come una vera e propria pratica di cittadinanza attiva capace di tradurre i principi costituzionali in azioni e comportamenti concreti.

Per questo, il Coordinamento sollecita un potenziamento dei progetti formativi che mettano in dialogo studenti, istituzioni scolastiche e rappresentanti dello Stato. L’obiettivo è duplice: fare in modo che il concetto di ordine democratico smetta di essere astratto e trovi invece una quotidiana attuazione, e che le scuole nelle aree più vulnerabili abbiano le risorse e gli strumenti necessari per contrastare i fenomeni di marginalità e devianza.

Un monito per tutta la società

L’episodio di Petilia Policastro funge da monito per l’intera società: famiglie, scuola e società civile sono chiamate ad assumersi la responsabilità di educare i giovani a una cittadinanza consapevole. Tale impegno si allinea con l’articolo 3 della Costituzione, che vincola la Repubblica a rimuovere gli ostacoli che impediscono la piena partecipazione di ogni individuo alla vita democratica.

La legalità, principio regolativo della vita collettiva, non è un’opzione, ma la condizione essenziale per l’effettiva tutela dei diritti e per il rispetto dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. La scuola, pertanto, non deve limitarsi a trasmettere nozioni, ma configurarsi come un vero e proprio laboratorio di democrazia in cui il rispetto delle istituzioni, la solidarietà e la legalità siano interiorizzati come valori imprescindibili per la tenuta costituzionale del Paese.