CGIL Calabria e Nidil CGIL Calabria sollecitano la Regione a passare rapidamente dalle parole ai fatti in merito alla situazione dei Tirocinanti di Inclusione Sociale (TIS).
Pur riconoscendo la disponibilità dimostrata dall’ente regionale, i sindacati chiedono un impegno concreto per assicurare continuità economica e lavorativa a tutti i tirocinanti, garantendo l’inclusione dei lavoratori in formazione e un rispetto uniforme delle regole su tutto il territorio.
La richiesta sindacale: Continuità e dignità per i TIS
Secondo Luigi Veraldi, Segretario CGIL Calabria, e Ivan Ferraro, Coordinatore Nidil CGIL Calabria, solo attraverso risposte certe, atti amministrativi chiari e una regia trasparente sarà possibile completare in modo equo e dignitoso il percorso di stabilizzazione.
“Solo attraverso risposte certe, atti amministrativi chiari e una regia trasparente sarà possibile completare in modo equo e dignitoso il percorso di stabilizzazione dei tirocinanti calabresi, restituendo dignità e certezza a migliaia di persone che da anni garantiscono servizi fondamentali nei Comuni e negli enti pubblici della Calabria,” affermano i due rappresentanti.
L’incontro in regione e le criticità emerse
L’incontro con la Regione, tenutosi ieri con la partecipazione anche di CISL e UIL, ha avuto ad oggetto la mini proroga dei tirocini di inclusione sociale e l’avvio delle procedure di stabilizzazione previste dall’articolo 16 della legge 56/198. Le organizzazioni sindacali hanno ribadito la necessità di continuità occupazionale e di reddito per tutti i tirocinanti, scongiurando disparità e l’esclusione di qualsiasi lavoratore.
Dalle risposte ottenute, tuttavia, è emerso che la proroga di due mesi (novembre e dicembre) riguarda esclusivamente gli enti che:
- Hanno avviato o avvieranno la procedura di assunzione entro il 31 ottobre.
- Sono in attesa del parere Cosfel.
Sono esclusi da questa proroga i tirocinanti che si trovano nella fase di formazione. Per questa categoria, i sindacati hanno chiesto con forza di trovare una soluzione per garantire una copertura economica, almeno temporanea, fino alla conclusione del percorso di stabilizzazione.
La Regione, rappresentata dal consigliere delegato al Lavoro Giovanni Calabrese e dal dirigente generale del dipartimento Fortunato Varone, ha addotto difficoltà tecniche dovute all’assenza della giunta regionale, che al momento impedisce l’adozione di atti di indirizzo politico. I sindacati hanno insistito sulla necessità di risposte urgenti e strumenti amministrativi rapidi.
Pagamenti, pareri Cosfel e formazione
La Regione si è impegnata a monitorare costantemente gli enti con criticità per sbloccare i pagamenti delle indennità. Sul fronte delle proroghe, è stato confermato che i lavoratori impiegati in enti che non avvieranno la procedura o non richiederanno il parere Cosfel entro il 31 ottobre non potranno beneficiare della proroga. CGIL, CISL e UIL hanno chiesto che vengano comunque valutate singolarmente le posizioni di questi tirocinanti per assicurare il pagamento delle mensilità di novembre e dicembre, evitando penalizzazioni non dipendenti dalla loro volontà.
Pareri Cosfel e ricollocazione
Per gli enti con esito negativo al parere Cosfel, che non potranno quindi procedere con le assunzioni, è stato confermato l’impegno a individuare soluzioni di ricollocazione dei tirocinanti coinvolti. L’obiettivo è non disperdere nessuna posizione e garantire la prosecuzione dei rapporti.
Formazione e nuovi percorsi
È in fase di definizione una nuova fase formativa con percorsi alternativi di stabilizzazione, volti a valorizzare le competenze acquisite. Le organizzazioni sindacali hanno richiesto percorsi uniformi, con tempistiche definite e concrete garanzie di continuità occupazionale.
Misura economica e risorse finanziarie
È stata confermata la proroga della misura economica da 631 euro mensili anche per il 2026, con adeguamento all’importo della pensione minima e aggiornamento automatico in base all’indicizzazione. Un risultato importante per i lavoratori over 60. I criteri di selezione restano di competenza dei Centri per l’Impiego, e i sindacati hanno chiesto una circolare di richiamo a tutti gli enti per assicurare equità e trasparenza nelle procedure.
Sul piano finanziario, la Regione ha chiarito che alle risorse già disponibili (5 milioni di euro) si aggiungono le interlocuzioni con il Ministero del Lavoro per l’ottenimento di ulteriori fondi.



