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Salvini spinge per il Ponte sullo Stretto: “Lo Stato dimostri di essere Stato”. Attesi i cantieri a novembre

Il vicepremier e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha espresso la sua ferma speranza che “lo Stato dimostri di essere Stato”, in un chiaro riferimento alla cruciale riunione in corso delle sezioni della Corte dei Conti.

L’organo era chiamato a esaminare la delibera CIPE relativa al finanziamento del Ponte sullo Stretto, un’infrastruttura che Salvini ritiene fondamentale per il futuro e la modernità del Paese.

Scommettere sul futuro: l’appello alla Corte dei Conti

L’affermazione del Ministro si è concentrata sull’auspicio che l’azione pubblica sia orientata a sostenere lavoro, occupazione, modernità, velocità e sicurezza, senza “tirare il freno a mano” sugli investimenti. Salvini ha rivelato che tecnici provenienti da “mezzo governo” erano impegnati nel confronto con la Corte dei Conti, definendo il momento come una verifica sulla possibilità per l’Italia di “scommettere sul futuro” e ambire a un ruolo di leadership in termini infrastrutturali e di innovazione tecnologica.

La visione strategica: il Ponte come connessione europea

Per superare la percezione di un progetto meramente locale, Salvini ha insistito sulla visione strategica del Ponte. L’opera, ha sottolineato, non si limita a congiungere Messina a Villa San Giovanni, ma crea un “unicum” che estende la connessione da Palermo e Reggio Calabria fino al Nord Europa, citando esplicitamente città come Roma, Milano, Monaco di Baviera, Berlino, Copenhagen, Helsinki e Stoccolma. Il Ministro ha inoltre manifestato l’intenzione di dare il via ai cantieri già dal prossimo mese di novembre.

Il contesto ferroviario e la Bicocca-Catenanuova

L’intervento è avvenuto in occasione dell’attivazione di un importante lotto ferroviario. Salvini ha elogiato il “grande lavoro di squadra” che ha portato all’attivazione della linea Bicocca-Catenanuova, ringraziando le 11 imprese, i 250 operai, i tecnici e gli ingegneri coinvolti.

Dura critica al Green Deal europeo

A margine delle questioni infrastrutturali nazionali, il vicepremier ha espresso una forte critica alle politiche ambientali dell’Unione Europea. Ha definito una “follia” e una “idiozia” il Green Deal che prevede la messa fuori produzione dei motori endotermici e dei veicoli a benzina e diesel dal 2035. Secondo Salvini, tale misura è in realtà “black” e non “green”, in quanto rischierebbe di provocare crisi economiche, licenziamenti e un paradossale aumento dell’inquinamento.