Il dibattito sul Ponte sullo Stretto di Messina si arricchisce di un intervento significativo, quello del magistrato Nicola Gratteri, che, ospite a “In altre parole” su La7, ha espresso un giudizio netto sulla vicenda e sulle sue implicazioni istituzionali.
Il procuratore ha commentato il recente parere tecnico negativo della Corte dei Conti sul finanziamento del progetto, inquadrando la questione in una più ampia riflessione sul rapporto tra potere, controllo e democrazia.
La critica al potere e l’esigenza di trasparenza
“Chi gestisce il potere non gradisce essere disturbato” è stata l’affermazione con cui Gratteri ha sintetizzato il nocciolo della questione. Secondo il magistrato, l’attrito istituzionale sorto dopo la bocciatura da parte della Corte dei Conti rivela una malcelata insofferenza verso la trasparenza e la vigilanza democratica.
“Il controllo dà l’orticaria”, ha aggiunto, ma ha subito ribadito l’importanza di tale vigilanza: “in uno Stato di diritto è proprio il controllo a garantire equilibrio e legalità“.
Le parole di Gratteri puntano il dito contro l’atteggiamento di chi vorrebbe bypassare le verifiche necessarie, un richiamo diretto al ruolo cruciale delle istituzioni di controllo, come appunto la Corte dei Conti, nel prevenire derive e assicurare la corretta gestione delle risorse pubbliche.
La proposta del referendum popolare
Oltre la critica istituzionale, Gratteri ha elevato la discussione sul Ponte dallo Stretto da mero progetto infrastrutturale a scelta politica e sociale di portata nazionale. L’impatto potenziale dell’opera sulla vita di milioni di cittadini e sul territorio è tale, secondo il procuratore, da richiedere una diretta espressione della volontà popolare.
“Un’opera tanto impattante sulla vita dei cittadini dovrebbe essere sottoposta a referendum“, ha dichiarato.
Questa proposta rimette in primo piano il principio della partecipazione popolare su decisioni che implicano costi elevati e modifiche strutturali profonde. In un momento di forte tensione tra governo, opposizioni e organismi di controllo, Gratteri propone di riportare la scelta finale nelle mani dei cittadini.
Lo scontro politico dopo il parere negativo
L’intervento del magistrato si inserisce nel vivo di uno scontro istituzionale innescatosi dopo la decisione della Corte dei Conti di negare il visto di legittimità alla delibera del Cipess (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile) relativa al finanziamento del progetto.
Il verdetto della Corte ha creato non poche frizioni nella maggioranza. Il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ha immediatamente annunciato un’informativa al Consiglio dei ministri. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, dal canto suo, avrebbe invitato a una linea di cautela, attendendo chiarimenti di natura tecnica prima di adottare ulteriori iniziative.
L’opinione di Nicola Gratteri getta ulteriore luce sulla necessità di trasparenza e partecipazione in un progetto che, per la sua portata, sembra destinato a rimanere al centro del dibattito politico e sociale per i prossimi mesi. (fonte calabria7)



