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Calabria fuori dall’alta velocità: l’Europa a due velocità nel piano 2030-2040

La Commissione Europea ha svelato il suo ambizioso piano per rivoluzionare i trasporti ferroviari, promettendo di dimezzare i tempi di percorrenza su numerose tratte e di completare una rete ad alta velocità pienamente integrata entro il 2040.

L’intento è nobile: creare un’Europa più verde, competitiva e connessa, dove il treno superi l’aereo come mezzo principale per i viaggi tra le capitali.

Tuttavia, all’analisi della mappa ufficiale di Bruxelles, emerge un dato inequivocabile che suona come una beffa: il Sud Italia è ancora una volta tagliato fuori dai progetti strategici dell’alta velocità.

Nessuna fermata per la Calabria in un piano da 392 miliardi

Il pacchetto di investimenti illustrato dal commissario europeo per i Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, mobilita ben 392 miliardi di euro entro il 2027 nell’ambito del programma TEN-T (Rete transeuropea dei trasporti). Mentre si pianificano collegamenti che uniranno Berlino e Copenaghen in quattro ore o Lisbona a Parigi in meno di dieci, la sezione ferroviaria dedicata all’alta velocità ignora completamente l’Italia meridionale.

La Calabria è la regione che paga il prezzo più salato di questa visione “a due velocità”. La rete ad alta velocità si ferma a sud di Roma, lasciando la regione e gran parte del Meridione (Basilicata, Sicilia e Puglia, con la sola eccezione di Bari collegata solo nel 2040) in una condizione di isolamento infrastrutturale.

Paradossalmente, persino la tratta Napoli-Reggio Calabria, più volte definita “prioritaria” dai documenti del Governo italiano, scompare dai corridoi transfrontalieri europei di alta velocità nel piano che copre il 2030-2040. Questo significa che per i viaggiatori calabresi, un collegamento diretto e veloce con il resto del continente resta un miraggio lontano.

L’orizzonte 2050 per lo Stretto e la beffa del Ponte

L’assenza è resa ancora più stridente dalla questione del Ponte sullo Stretto. Nonostante le rassicurazioni del ministro Salvini su un completamento nel 2032 e la piena inclusione nella Rete TEN-T, il progetto scompare dal timeline della Commissione Europea.

Nel video diffuso da Bruxelles, le tratte che collegano la Sicilia al resto d’Europa, compreso il Corridoio dello Stretto, non appaiono fino al 2040. Vengono mostrate in modo estremamente timido, solo per pochi secondi sulla mappa completa, con un orizzonte temporale che recita una data ben più catastrofica per le ambizioni locali: 2050.

Questo paradosso, che vede l’ente chiamato a finanziare gran parte dell’opera disinteressarsi della sua inclusione nei piani a breve-medio termine, penalizza in modo mortificante la Calabria. La regione continua a fare i conti con collegamenti ferroviari lenti, frammentati e in gran parte a binario unico sulla dorsale tirrenica e quella ionica.

L’esclusione della Calabria dalla mappa europea dell’alta velocità non è una semplice questione di mobilità. Rischia di consolidare un isolamento infrastrutturale e sociale, con conseguenze economiche rilevanti su settori chiave come il turismo, la logistica e la competitività generale del territorio. Mentre l’Europa parla di interoperabilità e sostenibilità, il Sud Italia, e in particolare la Calabria, rischia di restare in attesa del treno che lo porti nel futuro.