Una ferma condanna contro i recenti e gravi atti intimidatori che hanno colpito diverse attività commerciali di Lamezia Terme è stata espressa dal Segretario Generale della Fisascat Cisl Calabria, Fortunato Lo Papa.
Le intimidazioni e i danneggiamenti, intensificatisi nelle ultime settimane, sono definiti da Lo Papa come «atti vigliacchi e gravi» con il chiaro intento di «colpire e indebolire il già fragile tessuto economico e sociale della città attraverso la paura e il ricatto».
La vicinanza temporale degli episodi non lascia dubbi, secondo il sindacalista, che si tratti del frutto di una strategia criminale che non può in alcun modo essere avallata.
Appello alla denuncia e alla mobilitazione collettiva
Il Segretario Generale ha lanciato un forte appello a commercianti e imprenditori, invitandoli a non lasciarsi intimidire, a respingere e a denunciare ogni forma di pressione criminale. «La società civile è con voi – ha affermato –. Lamezia è una città viva e sana che non può e non deve essere rappresentata da chi ancora crede di poter soggiogare l’economia locale con la violenza e la sopraffazione».
Lo Papa ha sottolineato come la vera identità della città sia fatta di impegno e lavoro onesto, rimarcando un concetto fondamentale: «Quello che succede ad ogni singolo commerciante è un colpo inferto a tutti noi, a tutti coloro che vogliono vivere a Lamezia e che si spendono affinché il commercio locale non si esaurisca».
Una risposta unitaria in piazza
Per contrastare efficacemente questa deriva criminale, Lo Papa ritiene che sia giunto il momento di una risposta collettiva e decisa. Per questo, lancia l’idea di una grande manifestazione unitaria che riunisca tutte le parti sociali, le associazioni datoriali e i cittadini. L’obiettivo è duplice: esprimere vicinanza e solidarietà alle vittime, ma anche e soprattutto mostrare una ferma determinazione.
«Con fermezza diciamo, insieme agli imprenditori e ai lavoratori, che questa comunità non ha alcuna intenzione di tornare agli anni bui del passato», ha dichiarato il sindacalista, ribadendo che «l’unico lavoro che conosciamo è quello onesto e che logiche di tipo criminale e mafioso non hanno diritto di cittadinanza».
Creare occasioni di lavoro per sottrarre i giovani alla criminalità
Un accento particolare è stato posto sul “braccio armato” che esegue questi atti, spesso composto da ragazzi molto giovani assoldati per poche centinaia di euro.
In questo contesto, il Segretario Generale ha rivolto un appello diretto alla politica e alle istituzioni affinché incrementino l’impegno nella creazione di nuove occasioni di lavoro onesto e dignitoso. Questa azione è vista come essenziale per strappare le nuove generazioni al giogo della criminalità organizzata e interrompere un circolo vizioso che alimenta il fenomeno delle intimidazioni.



