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Aggressione in Municipio a Vibo Valentia: la consigliera Nesci ridimensiona l’accaduto

Un episodio avvenuto nei corridoi del Municipio di Vibo Valentia, durante i lavori della prima commissione consiliare del 18 novembre, ha inizialmente acceso un forte dibattito pubblico, descritto come una presunta aggressione ai danni della consigliera comunale Maria Rosaria Nesci.

Le prime ricostruzioni parlavano di toni accesi, strattonamenti e urla, sedati solo grazie all’intervento di alcuni consiglieri presenti. Tuttavia, la diretta interessata ha voluto fare chiarezza, definendo le informazioni circolate “totalmente fuorvianti” e ridimensionando drasticamente l’accaduto.

La posizione della consigliera: nessun atto di violenza

Maria Rosaria Nesci ha preso posizione per precisare la dinamica reale dell’episodio. Secondo la sua versione, “la vicenda va qualificata come una banalissima discussione, senza alcuna violenza fisica o verbale”.

La consigliera ha spiegato di aver chiesto il supporto dei presenti a causa di un timore che si è poi rivelato infondato. Ha inoltre chiarito che il giovane coinvolto nella discussione non avrebbe rivolto minacce né a lei né ad altri, limitandosi a un “semplice confronto” e ribadendo l’assenza di qualsiasi aggressione.

L’azione del Sindaco e gli accertamenti in corso

Nonostante le prime voci allarmanti, il Sindaco Enzo Romeo non ha proceduto con la presentazione di una denuncia formale o giudiziaria. La sua azione si è limitata a segnalare l’accaduto alla Polizia Locale affinché fossero svolti gli opportuni accertamenti.

Parallelamente, anche la Questura di Vibo Valentia sta raccogliendo testimonianze e richiedendo chiarimenti alle persone interessate per ricostruire la dinamica dei fatti.

La natura privata della lite

Un elemento centrale emerso dalle verifiche è la natura strettamente privata della discussione. L’intero episodio, secondo quanto accertato, è legato a questioni personali tra i due protagonisti e non ha alcuna connessione con l’attività politica, le dinamiche istituzionali o i lavori della commissione in corso. Si è trattato, quindi, di un fatto personale che ha assunto risonanza pubblica esclusivamente per la sua localizzazione all’interno del Palazzo comunale.