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Il Nido della Fenice: a Catanzaro la nuova sala audizioni protette della Polizia di Stato per le vittime di violenza

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, la Polizia di Stato ha inaugurato a Catanzaro una nuova Sala audizioni protette intitolata “Il Nido della Fenice”, pensata per accogliere donne e minori vittime di violenza.

L’ambiente è stato ideato per garantire sensibilità, riservatezza e un clima emotivo sereno a coloro che devono raccontare le proprie esperienze.

Un ambiente di sicurezza per la rinascita

La cerimonia di inaugurazione ha visto la partecipazione di figure istituzionali di rilievo, tra cui il sottosegretario all’Interno Wanda Ferro – che ha fortemente voluto la struttura su impulso del questore di Catanzaro, Giuseppe Linares – il capo della Polizia Vittorio Pisani e il presidente della Regione Roberto Occhiuto.

Presentando la sala, il questore Linares ha evidenziato il valore intrinseco del nome scelto: il Nido come simbolo di protezione e la Fenice come allegoria di rinascita. “Chi varcherà questa soglia – ha affermato – potrà ritrovare forza, dignità e speranza dopo esperienze che hanno ferito la loro serenità”. La realizzazione della struttura, sviluppata su indirizzo della Direzione centrale Anticrimine, è il risultato di una proficua collaborazione tra la Questura e la Regione Calabria.

Un contributo fondamentale è giunto anche dall’Associazione Nazionale della Polizia di Stato, che ha donato giochi e materiali didattici per l’ascolto dei bambini, e dal Soroptimist International d’Italia, che ha fornito kit di prima necessità destinati alle donne che si presentano in stato di emergenza.

Ammonimenti in crescita e mutamento culturale

A margine dell’evento, il capo della Polizia Vittorio Pisani ha affrontato il tema dell’aumento degli ammonimenti del questore, un dato che, pur indicando una maggiore incidenza della violenza domestica, suggerisce anche una crescente propensione alla denuncia.

“Negli anni passati l’ammonimento era poco utilizzato – ha ricordato Pisani –. Oggi è un segnale di un mutamento culturale: le donne denunciano di più e l’ammonimento funziona, perché nella maggior parte dei casi chi lo riceve interrompe i comportamenti violenti”. Il capo della Polizia ha lodato la sala della Questura di Catanzaro definendola “forse la più bella d’Italia”, anche grazie alla sua divisione in due ambienti distinti dedicati rispettivamente a donne e bambini.

La rete di protezione e la sfida culturale in Calabria

Anche il presidente della Regione Roberto Occhiuto ha sottolineato l’importanza di costruire un sistema di protezione completo, andando oltre la semplice esortazione alla denuncia: “Stimolare le denunce è fondamentale, ma altrettanto fondamentale è garantire che chi denuncia non venga lasciato solo dalle istituzioni”.

Occhiuto ha ribadito il valore della sinergia tra enti pubblici e Centri antiviolenza, cruciale in particolare per l’attivazione di percorsi di reinserimento lavorativo e di sostegno post-denuncia.

Per il governatore, la vera sfida rimane di natura culturale, specialmente in alcuni contesti calabresi in cui persiste un clima ostile verso chi decide di rompere il silenzio. “Esistono realtà molto avanzate – ha spiegato – ma anche contesti in cui pesa ancora una subcultura legata alla mafia, che alimenta l’omertà e il patriarcato”.