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L’opposizione dopo il blocco del Ponte: “Salvini si dimetta e investa sull’Alta Velocità in Calabria e Sicilia”

Le bocciature sulla legittimità degli atti relativi al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina da parte dei magistrati contabili sono state accolte come un’importante vittoria politica da parte dell’opposizione.

Un gruppo di europarlamentari rivendica, infatti, che il rifiuto di registrare la delibera del Cipess – atto fondamentale su cui si poggia l’iter procedurale dell’infrastruttura – sia in parte frutto del lavoro di controllo e segnalazione avviato a livello europeo.

L’interrogazione UE e le carenze segnalate

Già lo scorso gennaio, alcuni europarlamentari avevano presentato un’interrogazione alla Commissione Europea. L’atto mirava a ottenere chiarimenti sulla conformità del progetto alle normative comunitarie e a evidenziare le carenze di studi approfonditi relative ai rischi e agli impatti ambientali.

Secondo quanto dichiarato, le motivazioni addotte dai magistrati contabili che hanno bloccato la delibera Cipess colpiscono l’atto proprio su fronti precedentemente segnalati con l’interpellanza parlamentare. Nello specifico, si citano la violazione della direttiva Habitat, la non conformità alla normativa continentale sugli appalti e più in generale, la rispondenza del progetto alle leggi vigenti.

Il rischio finanziario e l’appello alle dimissioni

Nonostante il risultato politico ottenuto, viene espressa preoccupazione per la volontà del governo di proseguire “dritto per una strada che Calabria e Sicilia non vogliono imboccare”. Viene in particolare contestata l’affermazione del Ministro Salvini riguardo la potenziale costruzione dell’opera con i soldi dei calabresi e dei siciliani.

Questa dichiarazione è stata il catalizzatore di una richiesta diretta di dimissioni indirizzata al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Infrastrutture prioritarie: l’appello per il Sud

L’opposizione invita il governo, e in particolare il Presidente Meloni e il Ministro Salvini, a ripensare le priorità infrastrutturali per il Sud Italia. Si sottolinea la necessità di concentrare gli sforzi e le risorse su opere nevralgiche per lo sviluppo, ritenute cruciali per i territori di Calabria e Sicilia, anziché sull’infrastruttura contestata.

Le opere considerate prioritarie e necessarie includono l’implementazione dell’alta velocità ferroviaria, la conclusione dell’elettrificazione della ferrovia jonica, la progettazione e il finanziamento della nuova statale 106 nei lotti da Rossano a Crotone e da Catanzaro a Reggio Calabria, e la riqualificazione delle reti viarie nelle aree interne.

Il progetto del Ponte sullo Stretto viene infine definito come “il più imponente degli ecomostri” che il governo vorrebbe imporre in un’area che, al contrario, dovrebbe essere riconosciuta come Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.