Dalle fabbriche alle scuole, dalla sanità ai trasporti: l’Italia si prepara a una nuova giornata di paralisi. La Cgil scende in piazza con uno sciopero generale contro una Manovra giudicata “ingiusta” e “balorda”, parole dure del segretario Maurizio Landini, che insiste sulla necessità di cambiarla profondamente. Alla vigilia della protesta, però, il confronto con il governo torna a incendiarsi, riaprendo una polemica che ormai somiglia a un copione già scritto.
Il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini punta il dito contro quella che definisce una scelta “irresponsabile”: «Guarda caso, su 24 scioperi generali, 17 sono di venerdì». Una coincidenza che, secondo il ministro, trasformerebbe la mobilitazione in un lungo weekend più che in una battaglia per i diritti. Salvini accusa il sindacato di fermare il Paese per una “battaglia ideologica sulla pelle dei lavoratori”.
Landini respinge le accuse e contrattacca: lo sciopero “non è politico” e la scelta del venerdì – spiega – serve a favorire la partecipazione alle manifestazioni. Un’argomentazione ribadita anche dal segretario generale della Filt Cgil, Stefano Malorgio, che rimanda al mittente le critiche: «I cittadini vivono disagi tutti i giorni. Salvini pensi a risolvere i problemi della mobilità».
Intanto, però, l’unico dato certo è l’impatto che questi continui scioperi hanno sulla vita delle persone. Treni soppressi, autobus in ritardo, scuole chiuse, liste d’attesa ancora più lunghe negli ospedali: ogni protesta diventa un’ulteriore frattura su un sistema già fragile. Mentre governo e sindacati si accusano a vicenda, a pagare il prezzo sono i cittadini, costretti a muoversi tra disagi e incertezze.
Il rischio è che lo sciopero, strumento fondamentale di democrazia, perda via via la sua forza simbolica e politica trasformandosi in una routine di caos più che in un’occasione di reale cambiamento. In un Paese che ha urgente bisogno di soluzioni, il braccio di ferro continuo non fa che aggravare i problemi di chi, ogni giorno, affronta un sistema di servizi sempre più in affanno.



