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L’identità arbëreshe calabrese sulla Rai: viaggio tra genetica e memoria ad Andali e Marcedusa

I Comuni di Andali e Marcedusa, insieme a Connemaris Media, annunciano l’imminente messa in onda del quarto episodio speciale della serie Matriçë Arbëreshe, un capitolo particolarmente intenso e rivelatore del percorso narrativo avviato nei precedenti episodi.

La messa in onda sarà domenica 11 gennaio alle ore 9 su Rai Calabria e successivamente disponibile su RaiPlay a partire dalla settimana seguente, permettendo a un pubblico più ampio di accedere a questo racconto identitario e contemporaneo.

Questa nuova puntata accompagna i protagonisti della serie in un viaggio intimo e autentico alla scoperta delle proprie radici genetiche, mossi dal desiderio di comprendere i legami biologici, storici e culturali con la terra di Scanderbeg e con l’eredità arbëreshëdella Calabria.

Elemento centrale dell’episodio è il lavoro di ricerca genetica e genealogica condotto da Lucianna Ravasio per Ancestry, che ha affiancato i protagonisti in un percorso di analisi e rivelazioni condivise con grande trasparenza emotiva. Le scoperte emerse diventano così racconto collettivo, capace di intrecciare scienza, memoria familiare e identità culturale.

Le riprese si sono svolte nei paesaggi e nei luoghi simbolici dei Comuni arbëreshëcoinvolti. Ad Andali, tra le strade del borgo e Casa Ligarò, che ha ospitato l’intervista principale della puntata.

A Marcedusa, lungo le sue strade suggestive e in Piazza Municipio, luogo in cui si concentra il momento culminante dell’episodio, con il disvelamento delle rivelazioni genetiche e del loro impatto emotivo sui protagonisti.

Un ruolo narrativo e simbolico di particolare rilievo è svolto dal murales L’abbrazzudell’artista Massimo Sirelli, che diventa a tutti gli effetti uno dei protagonisti dell’episodio. L’opera incarna visivamente il tema dell’abbraccio tra passato e presente, tra identità individuale e comunitaria.

A guidare il racconto di questo episodio speciale è la regia di Luca Vullo, con una scrittura e produzione curate da Emanuele Galloni per Connemaris Media. Una coppia creativa rodata, già nota in Italia e all’estero per precedenti collaborazioni nel campo del documentario e del racconto identitario, tra cui la serie Red Zones, realizzata per SkyTG24.

L’episodio è stato reso possibile anche grazie al supporto logistico e organizzativo dei Comuni di Andali e Marcedusa, che hanno creduto nel valore culturale e identitario del progetto, facilitando le riprese e l’accoglienza della troupe sul territorio.

Dichiarazioni istituzionali

Il Sindaco di Marcedusa, Domenico Garofalo, dichiara:

Abbiamo collaborato con piacere a questa importante operazione culturale che va nella stessa direzione che stiamo seguendo da anni sul recupero e la valorizzazione della minoranza Arbereshe che rappresenta la nostra identità, la nostra storia.

Un marcatore identitario distintivo che caratterizza il nostro territorio e la nostra comunità e che, come in questo progetto, vuole rappresentare peculiarità di sviluppo e coinvolgimento vivo di tutta la popolazione e le attività economiche del nostro piccolo borgo, recuperando il passato per valorizzare il presente e il futuro”.

Il Sindaco di Andali, Pietro Antonio Peta, dichiara:

Vogliamo ringraziare Connemaris Media ed in particolare Emanuele Galloni per aver voluto coinvolgere il nostro centro e la nostra comunità in questo importante progetto culturale. Abbiamo collaborato al meglio delle nostre possibilità nella convinzione che solo attraverso l’analisi e la riscoperta è possibile pensare alla valorizzazione ed alla rivitalizzazione dei borghi di origine Arbereshe. La nostra “diversità” è una ricchezza, secoli di tradizioni tramandate, che progetti come questo mettono in luce e fanno conoscere al grande pubblico”.

Un episodio che unisce comunità, scienza e racconto

Questo quarto episodio di Matriçë Arbëreshe si distingue per la sua capacità di intrecciare ricerca scientifica, racconto umano e paesaggio, restituendo un’immagine profonda e contemporanea dell’Arbëria calabrese, non come realtà cristallizzata nel passato, ma come identità viva, interrogante e condivisa.