La questione dei tirocinanti di inclusione sociale in Calabria continua a rappresentare una delle critiche più aspre rivolte all’amministrazione regionale.
Nonostante le rassicurazioni fornite durante le fasi elettorali, la condizione di migliaia di lavoratori rimane sospesa in un limbo burocratico e finanziario che ne compromette la stabilità futura e la dignità professionale.
Pasquale Tridico, eurodeputato e figura di spicco del campo progressista, ha espresso una dura condanna riguardo alla gestione della vertenza, sottolineando come l’attuale situazione sia il risultato di una visione politica frammentata e priva di soluzioni a lungo termine. Secondo quanto riportato, l’impegno preso dal presidente Roberto Occhiuto riguardava circa 4.000 tirocinanti, ma la metà di essi si trova oggi in una posizione di estrema vulnerabilità.
Lo stallo delle stabilizzazioni e il ruolo dei Comuni
Il nodo centrale della disputa risiede nella copertura finanziaria necessaria per garantire la continuità lavorativa. Tridico evidenzia come la Regione abbia delegato la responsabilità economica della stabilizzazione per circa 2.000 operatori direttamente ai Comuni. Questa scelta appare problematica poiché molti enti locali calabresi versano in condizioni finanziarie precarie e non dispongono delle risorse necessarie per assorbire definitivamente il personale, lasciando di fatto i lavoratori senza garanzie.
L’assenza di un piano strutturale ha portato alla frammentazione della platea dei tirocinanti. Invece di una soluzione organica, si è proceduto attraverso proroghe temporanee che interessano solo una parte dei coinvolti, lasciando gli altri nel completo silenzio istituzionale. Questa gestione non solo impedisce una programmazione di vita per le famiglie coinvolte, ma esclude molti dal raggiungimento del monte ore necessario per accedere ai sussidi previsti per legge.
Le parole di Pasquale Tridico sulla dignità del lavoro
L’eurodeputato non ha risparmiato critiche sulla natura politica della vicenda, parlando apertamente di una strumentalizzazione dei lavoratori. Le denunce riguardano la creazione di divisioni artificiali tra i profili professionali, utilizzate come strumento di controllo piuttosto che come base per una reale risoluzione della crisi.
«Ciò che più amareggia è la strumentalizzazione politica di queste persone: si fanno promesse in campagna elettorale, si illude chi chiede solo dignità, e poi si abbandonano famiglie intere al loro destino. Si creano divisioni artificiali tra i lavoratori, si segmentano i profili solo per governare con più controllo, ma senza alcuna volontà di risolvere realmente il problema.»
Tridico ha ribadito la necessità di un intervento che riconosca finalmente i diritti minimi a chi, per anni, ha prestato servizio negli uffici pubblici e nelle amministrazioni locali senza una protezione contrattuale adeguata. La lotta per la stabilità dei TIS viene descritta come una battaglia fondamentale per rimarginare la ferita della precarietà in Calabria, con la promessa di continuare a sollecitare le sedi istituzionali affinché si passi dalle proroghe ai contratti.



