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Maxi sequestro di armi nell’Aspromonte: scoperti Kalashnikov e bombe anticarro

Un arsenale di eccezionale potenza è stato recuperato dai Carabinieri della Compagnia di Bianco durante un’operazione di controllo straordinaria nelle aree più impervie della Locride.

Il rinvenimento è avvenuto nel comune di Caraffa del Bianco, dove i militari hanno setacciato zone isolate e vecchi immobili abbandonati per contrastare la presenza della criminalità organizzata sul territorio.

Il ruolo dello Squadrone Cacciatori e il ritrovamento nel muro

L’individuazione del primo deposito è stata possibile grazie all’intervento dei militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria. Questi reparti d’élite, addestrati per operare in ambienti ostili, hanno notato un fusto in plastica abilmente occultato tra le pietre di un muro di contenimento. Una volta aperto il contenitore, i Carabinieri si sono trovati di fronte a una dotazione bellica impressionante: un fucile d’assalto Kalashnikov con relativo munizionamento calibro 7.62 x 39, un fucile semiautomatico calibro 12 con matricola abrasa, una doppietta e, dato ancora più allarmante, tre bombe anticarro di tipo M-60 insieme ad altri tre razzi della stessa tipologia.

L’intervento degli artificieri e la messa in sicurezza

Data la natura altamente instabile del materiale esplodente, è stato necessario il supporto degli artificieri antisabotaggio del Comando Provinciale di Reggio Calabria. Gli esperti hanno lavorato per ore per isolare l’area e procedere alla distruzione controllata degli ordigni. “Le procedure di brillamento sul posto si sono rese indispensabili per garantire l’incolumità degli operatori e della popolazione locale”, hanno confermato le autorità coinvolte nelle operazioni di messa in sicurezza. La zona è stata cinturata fino al termine delle attività, confermando la pericolosità del materiale sottratto ai clan.

Perquisizioni a tappeto nei casolari della Locride

Le ricerche non si sono limitate al muro di contenimento ma si sono estese a diverse strutture rurali dismesse della zona. In un casolare abbandonato, i Carabinieri hanno rinvenuto un secondo deposito composto da altri quattro fucili e una pistola Smith & Wesson, oltre a una quantità ingente di munizioni di vario calibro. L’intero materiale è stato posto sotto sequestro per ulteriori accertamenti tecnici e balistici.

Un duro colpo alle dotazioni della criminalità organizzata

Il successo dell’operazione ha permesso di rimuovere dal mercato illegale armi che, per tipologia e volume, erano chiaramente destinate a compiere azioni criminali di elevata intensità o gravi fatti di sangue. L’azione dei Carabinieri riafferma il controllo dello Stato anche nelle zone più difficili dell’entroterra reggino, sottraendo alla malavita strumenti di morte capaci di alterare l’ordine pubblico.