L’escalation di violenza contro il personale sanitario in Calabria non accenna a fermarsi. L’ultimo grave episodio, avvenuto presso il Pronto soccorso di Tropea, ha spinto il Sindacato Medici Italiani (SMI) a inviare una lettera formale al Prefetto di Vibo Valentia e ai Commissari dell’ASP per denunciare un clima di intimidazione divenuto ormai insostenibile.
L’aggressione alla dottoressa Alessia Piperno
Il sindacato ha espresso piena solidarietà alla dottoressa Alessia Piperno, delegata SMI, vittima di un tentativo di aggressione fisica proprio mentre svolgeva il suo turno di servizio. Secondo quanto ricostruito, la dottoressa, dopo aver stabilizzato una paziente e disposto il trasferimento in ambulanza per una consulenza specialistica a Vibo Valentia, è stata raggiunta telefonicamente da un dipendente dell’ospedale (addetto alle caldaie), parente della degente.
L’uomo, dopo aver inveito contro il medico contestando presunte negligenze, si è presentato fisicamente nella stanza della dottoressa cercando di aggredirla. Solo il pronto intervento dei colleghi e degli operatori presenti ha evitato il peggio. L’episodio è stato regolarmente denunciato ai Carabinieri.
Le richieste del sindacato: sicurezza e programmazione
Cosmo De Matteis (Presidente Nazionale Emerito SMI Calabria) e Sinibaldo Iemboli (Segretario Regionale SMI) sottolineano come la violenza sia spesso il sintomo di un sistema sotto pressione:
“Siamo convinti che serva un nuovo patto di rispetto reciproco tra utenza, personale sanitario e istituzioni. Occorre una rinnovata capacità di programmazione per gestire la tempistica di accesso e la presa in carico dei pazienti.”
Per lo SMI, la soluzione passa attraverso tre pilastri fondamentali:
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Rilancio del territorio: Valorizzazione della medicina generale per alleggerire la pressione sugli ospedali.
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Risorse umane e salariali: Implementazione degli organici e adeguamento degli stipendi dei medici italiani alla media europea.
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Sicurezza immediata: Misure urgenti come sistemi di videosorveglianza e la presenza di guardie giurate nei presidi medici.
Un appello alle istituzioni
Nella lettera inviata alle autorità, il sindacato ribadisce l’urgenza di interventi ad hoc da parte dei Commissari dell’ASP di Vibo Valentia. Non si tratta solo di solidarietà formale, ma della necessità di contrastare i fattori di rischio che espongono quotidianamente i medici a pericoli per la propria incolumità. La richiesta è chiara: proteggere chi cura è il primo passo per garantire il diritto alla salute dei cittadini.



