La situazione sanitaria nel presidio di Castrovillari continua a destare profonda preoccupazione. Lo Spoke, punto di riferimento per un territorio esteso che abbraccia la Valle dell’Esaro, il Pollino e la Sibaritide, si trova al centro di una nuova iniziativa istituzionale.
Il consigliere regionale Ferdinando Laghi ha depositato un’interrogazione a risposta immediata indirizzata alla Presidenza della Giunta regionale per accendere i riflettori su emergenze che, invece di risolversi, sembrano aggravarsi quotidianamente.
Carenza di personale e posti letto ridotti
Il divario tra la programmazione sanitaria e la realtà operativa dell’ospedale è netto. A fronte dei 202 posti letto previsti sulla carta, ne risultano effettivamente attivi soltanto 114. Questa riduzione della capacità ricettiva è strettamente legata a una carenza organica definita pesantissima. «Mancano almeno 155 unità – afferma Laghi – considerando le sole Unità Operative attualmente funzionanti. Il rischio concreto di ridimensionamenti e chiusure è dietro l’angolo. E di ridimensionamenti e chiusure a Castrovillari già ce ne sono state troppi».
Oltre ai numeri generali, il consigliere evidenzia scelte gestionali contestate, come il trasferimento di una biologa dal Laboratorio Analisi, giudicato immotivato dal punto di vista amministrativo. Le criticità colpiscono duramente anche la Medicina Generale, in difficoltà nel gestire pazienti fragili e complessi, e il settore della sanità territoriale. In particolare, si segnalano disagi nell’ambulatorio di neuropsichiatria infantile, presidio fondamentale per l’assistenza ai pazienti autistici.
Il nodo del sistema informatico e l’esposto alla Magistratura
Un altro punto centrale dell’interrogazione riguarda l’innovazione tecnologica, o meglio, le problematiche scaturite dal cambio del sistema informatico ospedaliero. Secondo quanto riportato da Laghi, l’operazione avrebbe generato un effetto opposto a quello sperato. «Una spesa rilevante che ha determinato, paradossalmente, un gravissimo arretramento digitale – sottolinea il consigliere – con ricadute pesantissime sull’attività quotidiana degli operatori e sull’assistenza ai pazienti. Per questo ho ritenuto doveroso segnalare la vicenda anche alla Magistratura».
I ritardi nei lavori di adeguamento del Pronto Soccorso completano un quadro di sofferenza strutturale che penalizza sia l’utenza che i lavoratori. Secondo Laghi, si tratta di interventi incomprensibili o del tutto assenti che arrecano nocumento al sistema pubblico.
La richiesta di interventi certi alla Regione
L’obiettivo dell’interrogazione è ottenere chiarimenti definitivi sulla gestione futura del presidio. La necessità di garantire prestazioni sanitarie adeguate a un bacino d’utenza così vasto non può più essere rimandata. «I cittadini e il personale sanitario meritano risposte certe. Chiedo al Presidente della Regione – conclude Laghi – quali interventi intenda adottare, e in quali tempi, per garantire una gestione efficiente dello Spoke di Castrovillari e assicurare finalmente le prestazioni di sanità pubblica previste e dovute».



