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Camera, occupata la sala stampa: salta la conferenza sulla remigrazione

La sala stampa della Camera dei Deputati è diventata il fulcro di un acceso scontro politico che ha portato alla sospensione di tutte le attività previste per la giornata.

Un gruppo di parlamentari appartenenti a Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra ha occupato i locali per impedire lo svolgimento di un incontro dedicato al tema della remigrazione.

L’evento, promosso dal deputato della Lega Domenico Furgiuele, vedeva tra i relatori figure note dell’estrema destra italiana, tra cui Luca Marsella di CasaPound, Ivan Sogari di Veneto Fronte Skinheads, Jacopo Massetti, già Forza Nuova, e Salvatore Ferrara della Rete dei Patrioti. La Presidenza della Camera, citando ragioni di ordine pubblico, ha infine deciso di annullare tutte le conferenze stampa e ha disposto lo sgombero dei giornalisti.

Le reazioni dei promotori e le accuse di CasaPound

All’esterno del palazzo, la tensione è rimasta elevata. Gli organizzatori dell’iniziativa hanno rivendicato la legittimità della loro proposta, presentandola come un progetto di legge di iniziativa popolare. Luca Marsella ha espresso duramente il proprio dissenso per il blocco dell’evento: “Vogliamo presentare una legge, non è una provocazione, siamo liberi cittadini e possiamo entrare”. Il portavoce di CasaPound ha poi attaccato direttamente i parlamentari che hanno messo in atto la protesta definendo l’accaduto una “vergogna” e aggiungendo: “Siamo di fronte a un atto mafioso, oggi l’antifascismo è mafia. L’atto mafioso è dei parlamentari che hanno occupato”. Al termine delle dichiarazioni, il gruppo ha intonato l’inno nazionale davanti agli ingressi di Montecitorio.

Le motivazioni dell’opposizione e il monito di Riccardo Magi

Sul fronte opposto, la protesta è stata motivata dalla volontà di impedire l’accesso di esponenti neofascisti nelle sedi istituzionali. Riccardo Magi, segretario di +Europa, ha partecipato alla manifestazione esibendo immagini di Giacomo Matteotti e cartelli contro quella che ha definito la “Camera dei fasci”.

Magi ha tracciato un parallelo tra il concetto di remigrazione e le politiche di espulsione di massa: “Il concetto di remigrazione è alla base di quello che accade negli Stati Uniti con ICE, cioè l’idea della deportazione delle persone in base alla loro nazionalità o alla loro etnia”. Il deputato ha inoltre criticato il silenzio della compagine governativa, affermando che “è sconcertante che nessun esponente della maggioranza o del governo abbia preso le distanze”.

La posizione della Lega e l’ingresso dei manifestanti

Nonostante il clima di scontro, il deputato leghista Domenico Furgiuele ha ribadito la propria posizione, chiamando in causa i vertici del proprio partito. “Matteo Salvini era al corrente che io facevo questa iniziativa e sicuramente non si dissocia”, ha dichiarato Furgiuele ai cronisti presenti.

Successivamente, il parlamentare ha accompagnato gli esponenti del comitato Remigrazione e riconquista all’interno del palazzo attraverso l’ingresso laterale di via della Missione, assumendosi la responsabilità del loro ingresso: “Entrano insieme a me, sono sotto la mia responsabilità”.