Il sipario sulla settantaseiesima edizione del Festival di Sanremo si è chiuso con un colpo di scena che ha lasciato l’Ariston e l’Italia intera con il fiato sospeso.
Sal Da Vinci ha vinto Sanremo 2026 con il brano “Per sempre sì”, riportando il trofeo a Napoli trentotto anni dopo il successo di Massimo Ranieri. Una vittoria arrivata al termine di una volata serratissima, decisa per pochi decimali: il cantante napoletano ha ottenuto il 22,2% delle preferenze, superando di un soffio il giovane Sayf, fermo al 21,9%.
Il momento della proclamazione ha visto l’artista inginocchiarsi in lacrime sul palco, dedicando il successo alla sua famiglia e alla sua città. Tuttavia, non appena Carlo Conti ha pronunciato il suo nome, la festa si è spostata sui social network, trasformandosi in una vera e propria polveriera.
Social in rivolta: “Vittoria immeritata, ha vinto la Sala Stampa”
La polemica principale riguarda il divario tra il gusto della stampa e quello del pubblico a casa. Se il televoto aveva infatti premiato in modo netto Sayf con la sua “Tu mi piaci tanto”, è stata la giuria dei giornalisti a ribaltare il risultato, consegnando di fatto la vittoria a Sal Da Vinci.
Su X e Instagram i commenti non si sono fatti attendere. Molti utenti hanno definito il verdetto “imbarazzante”, sostenendo che il brano vincitore fosse una “canzonetta da matrimoni” non adatta a rappresentare l’Italia all’Eurovision. Alcuni critici musicali hanno rincarato la dose, parlando di un’edizione “pavida e conservatrice” che ha preferito rifugiarsi nel rassicurante genere melodico piuttosto che premiare la freschezza e l’innovazione dei giovani talenti.
Perché Sal Da Vinci ha meritato il gradino più alto del podio
Nonostante le critiche feroci, analizzando il percorso dell’artista durante la settimana, emergono ragioni solide dietro questo trionfo. Sal Da Vinci non ha vinto per caso: ha portato sul palco una padronanza vocale e una presenza scenica che pochi altri concorrenti potevano vantare quest’anno.
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L’interpretazione impeccabile: ogni esibizione è stata una lezione di tecnica e sentimento. Come evidenziato da diversi addetti ai lavori, la sua voce “vibra di emozione autentica, senza mai perdere controllo e precisione”.
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Il legame con il pubblico: oltre al fenomeno virale di “Rossetto e caffè” che lo aveva già rilanciato nel 2024, Da Vinci ha saputo toccare le corde della tradizione italiana. La sua è una vittoria del “nazionalpopolare” nel senso più nobile del termine: musica che arriva a tutti, senza distinzioni di età.
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La serata dei duetti: la sua performance con Michele Zarrillo sulle note di “Cinque giorni” è stata giudicata da molti come il momento più alto del Festival, confermando la sua statura di artista completo.
In un’edizione dove molti hanno cercato l’effetto speciale, Sal Da Vinci ha scelto la semplicità di una dedica d’amore eterna. Come dichiarato dallo stesso cantante subito dopo la vittoria: “Questo premio va alla mia città, Napoli, e a chi crede ancora che una promessa possa durare per sempre”.



