Si è tenuto presso il Complesso Sant’Agostino l’atteso convegno sulla riforma della giustizia, un evento che ha segnato un punto di svolta nel dibattito civile calabrese e nazionale.
L’iniziativa, nata dalla ferma volontà di abbattere la “resistenza nella giustizia” e superare le derive inquisitorie del vecchio sistema, ha lanciato un appello unanime per il SÌ al Referendum del 22 e 23 Marzo.
L’impegno del territorio: il cuore di Giuseppe Mammone
Il successo della manifestazione è stato reso possibile grazie allo spirito di sacrificio e alla dedizione di Giuseppe Mammone, cofondatore per la Calabria del Comitato per il Sì “Chi Accusa Non Giudica”. Mammone, spendendosi con il cuore e mosso da un profondo senso di amicizia e dovere civile, è riuscito a riunire a Paola alte voci del garantismo, come quella di Francesca Pascale, trasformando un’idea in una realtà di confronto democratico. Mammone e Pascale sono molto amici.

Il Manifesto: Per una Giustizia che Appaia Giusta
Dagli interventi è emersa una critica netta della “visione attuale”. È stato ribadito che la giustizia, per essere tale, non deve solo applicare la legge ma deve “apparire giusta”, superando definitivamente quell’impianto inquisitorio ereditato dal Codice Rocco. Solo con la separazione delle carriere e la fine dello strapotere delle correnti si potrà restituire sovranità al voto dei cittadini, unico legislatore per ril referendum.
Un parterre di eccellenza
Il dibattito è stato arricchito dai contributi di figure di rilievo nazionale e locale. In particolare Francesca Pascale, Portavoce del Comitato “Chi Accusa Non Giudica”, ha portato la testimonianza della battaglia per lo Stato di Diritto fatta con Berlusconi.
Il mondo dell’avvocatura con Roberto Le Pera (Pres. Camera Penale Cosenza), Gaspare Francesco Bernardo, Gianluca Serravalle, Francesco Toscano e Pierfrancesco Perugini.
La spinta civile di Gabriele Elia, cofondatore del Comitato, e della Sen. Francesca Scopelliti (Pres. “Cittadini per il Sì”) Piercarlo Chiappetta.
La conclusione: il fronte del Sì
Le conclusioni sono state affidate a Guglielmo Borri, Vice Presidente Nazionale del Movimento Cristiano Lavoratori e del Comitato “Cattolici per il Sì”, che ha ribadito la necessità morale della riforma.
Il messaggio uscito da Paola è chiaro: il 22 e 23 Marzo, votare SÌ significa difendere la libertà contro ogni forma di immobilismo corporativo.



