Il panorama previdenziale italiano si appresta a subire una nuova variazione a partire dal 2027. Secondo quanto precisato dall’Inps, l’accesso alla pensione di vecchiaia richiederà il raggiungimento di 67 anni e un mese di età.
Questo incremento non è un evento isolato, ma deriva dall’applicazione del meccanismo automatico di adeguamento all’aspettativa di vita. Tale sistema è previsto dalla normativa vigente ed è stato confermato dalle disposizioni della legge di bilancio 2026, oltre che dai provvedimenti congiunti del Ministero dell’Economia e del Ministero del Lavoro.
Le variazioni per la pensione anticipata e gli scatti successivi
L’aggiornamento dei parametri non colpirà soltanto chi punta alla pensione di vecchiaia, ma coinvolgerà anche la pensione anticipata. In questo caso, il requisito basato sugli anni di contributi versati subirà un leggero rialzo rispetto ai valori attuali. Il principio cardine rimane la correlazione tra il sistema previdenziale e l’andamento demografico della popolazione, con un occhio attento alla crescente longevità.
Il percorso di adeguamento è destinato a proseguire anche nel periodo successivo. A partire dal 2028, infatti, l’incremento complessivo dei requisiti per il pensionamento arriverà a toccare i tre mesi rispetto ai livelli odierni. Si tratta di una progressione strutturale che mira a mantenere l’equilibrio del sistema a fronte di una vita media più lunga.
Esenzioni per i lavori usuranti e categorie protette
Esistono tuttavia delle categorie di lavoratori che non saranno toccate da questi rincari anagrafici e contributivi. Le norme stabiliscono chiaramente che l’incremento previsto per il biennio 2027-2028 non troverà applicazione nei confronti di chi svolge lavori usuranti o attività particolarmente gravose. Per beneficiare di questa deroga è necessario aver maturato almeno 30 anni di contributi. In presenza di tali requisiti, restano validi i parametri stabiliti dalla legislazione precedente.
Regole per il comparto sicurezza e il sistema contributivo
Tra il 2028 e il 2030 si prospettano cambiamenti specifici anche per il personale delle Forze armate, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Polizia e dei Vigili del Fuoco. Per questi settori, l’accesso al trattamento pensionistico potrebbe subire un innalzamento graduale. Le modalità operative, comprese eventuali esclusioni o applicazioni solo parziali della norma, saranno definite in seguito attraverso appositi decreti del Presidente del Consiglio dei ministri.
Un’attenzione particolare va infine rivolta a chi rientra interamente nel sistema contributivo e possiede una carriera lavorativa più frammentata. Per coloro che hanno maturato almeno cinque anni di versamenti, ma non sono arrivati alla soglia dei 20 anni di contributi, l’accesso alla pensione di vecchiaia sarà consentito solo al raggiungimento di 71 anni e un mese di età.



