di Luigi Stanizzi
Le recenti precipitazioni che hanno colpito il capoluogo calabrese hanno riproposto uno scenario ormai tristemente noto per i residenti e i commercianti di via Lucrezia della Valle.
La strada, a ogni allerta meteo, subisce una metamorfosi che la rende simile a un canale navigabile, paralizzando la circolazione e mettendo a dura prova le attività economiche della zona.
Le auto rimangono bloccate nel flusso d’acqua che scorre impetuoso sia in salita che in discesa, mentre i pedoni si trovano nell’impossibilità di raggiungere le proprie abitazioni. Per i negozianti la situazione è ancora più critica: l’acqua invade i locali, costringendo molti a correre ai ripari con paratie e passerelle improvvisate, strumenti che richiamano alla memoria la gestione dell’acqua alta nella laguna veneziana.
Il problema della manutenzione e i tombini ostruiti
Il fenomeno non è figlio della sola intensità delle piogge, ma sembra essere aggravato da una carenza strutturale nella manutenzione ordinaria. Le grate di ferro e i tombini risultano spesso completamente otturati da erbacce, detriti, terra e rifiuti vari, impedendo il naturale deflusso delle acque piovane. Questo tappo naturale convoglia i flussi provenienti anche dalle aree limitrofe, come via Assedio 1528, direttamente sulla carreggiata principale.
In diverse occasioni i cittadini, esasperati dall’assenza di interventi tempestivi da parte delle istituzioni competenti, hanno tentato di liberare le caditoie con mezzi di fortuna. Si tratta però di sforzi isolati che non possono sostituire una programmazione tecnica adeguata a garantire la sicurezza dell’incolumità pubblica.
Le richieste di residenti e commercianti
Il clima che si respira tra chi vive e lavora in via Lucrezia della Valle è di profonda incertezza e frustrazione. Dopo aver rimosso fango e acqua dalle proprie strutture, il timore principale riguarda il futuro prossimo e la mancanza di risposte concrete sul fronte dei risarcimenti e della prevenzione.
Le ironie amare sull’utilizzo di gommoni o stivali alti per affrontare il “Canal Grande” di Catanzaro nascondono una richiesta di aiuto urgente. La comunità chiede con forza se i tombini verranno finalmente ripuliti in modo sistematico o se, alla prossima pioggia, il copione della strada-fiume è destinato a ripetersi identico a se stesso.



