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Reparto di Ginecologia a Co-Ro, Madeo: «La sicurezza al di sopra di tutto»

La gestione del reparto di ginecologia e ostetricia di Corigliano Rossano continua a sollevare interrogativi urgenti sulla tenuta del sistema sanitario calabrese. Al di là delle polemiche politiche, la questione centrale rimane la tutela della salute dei pazienti in un contesto organizzativo che appare segnato da decisioni contraddittorie e ritardi strutturali.

Il nodo dei trasferimenti e la sicurezza del reparto

Le recenti disposizioni amministrative hanno evidenziato un cortocircuito gestionale che desta preoccupazione. In un arco temporale di poche ore, si è assistito all’emanazione di un protocollo di trasferimento seguito da un provvedimento di annullamento della disposizione stessa. Questa alternanza solleva dubbi sulla reale condizione di sicurezza del reparto e sulla necessità effettiva dello spostamento dei servizi.

In questo scenario, resta l’incognita sull’apertura del nuovo ospedale della Sibaritide, un’opera spesso richiamata nei programmi elettorali ma la cui operatività non sembra ancora imminente. La mancanza di chiarezza sulle tempistiche aggrava l’incertezza per l’utenza locale, che attende risposte concrete sulla qualità e la stabilità delle cure sul territorio.

Risorse investite e il peso della migrazione sanitaria

Un aspetto critico della vicenda riguarda l’impiego dei fondi pubblici. Risultano spesi 1,6 milioni di euro per la ristrutturazione di un nuovo reparto che, ad oggi, non è mai stato inaugurato. Questo investimento inutilizzato grava su un bilancio sanitario regionale già in forte difficoltà, caratterizzato da un debito significativo verso le altre regioni.

La Calabria paga annualmente oltre 360 milioni di euro per la migrazione sanitaria. Si tratta di pazienti che scelgono o sono costretti a farsi operare fuori dai confini regionali proprio per ragioni legate alla sicurezza e alla percezione di una maggiore affidabilità delle strutture extra-regionali.

La richiesta di chiarimenti istituzionali

La situazione del polo ostetrico-ginecologico di Corigliano Rossano è stata portata all’attenzione del Consiglio Regionale. “Non so nemmeno come definire una gestione secondo la quale si dispone un protocollo di trasferimento e che solo dopo qualche ora ne emana un altro che annulla la disposizione precedente”, ha dichiarato Rosellina Madeo, consigliere regionale del Partito Democratico.

L’opposizione ha chiesto ufficialmente al Presidente Roberto Occhiuto e alla Giunta di riferire in aula per fare luce sui motivi dei continui slittamenti del trasferimento. L’obiettivo è mettere un punto fermo a una vicenda che rischia di compromettere la fiducia dei cittadini nelle istituzioni sanitarie, mettendo a rischio la serenità delle donne e dei bambini coinvolti.