L’emergenza dei rifiuti sulle coste italiane assume contorni sempre più definiti grazie ai nuovi dati dell’indagine Beach Litter diffusi da Legambiente.
In vista della Giornata nazionale del mare e dell’avvio della campagna Spiagge e Fondali Puliti 2026, l’analisi di un monitoraggio lungo 12 anni (2014-2026) rivela una presenza pervasiva di mozziconi di sigaretta. Sono ben 50.053 le cicche raccolte e catalogate in 653 transetti, con una media di 77 mozziconi ogni 100 metri di spiaggia.
Questi numeri posizionano i residui del fumo al secondo posto tra i rifiuti più diffusi, superati solo dai frammenti di plastica (61.785). I mozziconi rappresentano l’87% dei rifiuti legati al fumo, un dato che evidenzia un fenomeno radicato alimentato da comportamenti incivili e da una vigilanza insufficiente, nonostante le sanzioni previste dalla normativa vigente.
L’impatto ambientale e la degradazione del filtro
La questione non si limita ai confini nazionali. Secondo il Marine LitterWatch dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, i mozziconi sono tra i rifiuti più comuni anche nel Mar Nero (38,4%), nel Baltico (11,6%) e nell’Atlantico nord-orientale (10,3%). La pericolosità risiede nella composizione dei filtri in acetato di cellulosa, una plastica non biodegradabile che si frammenta nel tempo in microplastiche.
Uno studio condotto dall’Università Federico II di Napoli ha dimostrato la persistenza di questi materiali: anche dopo dieci anni, i mozziconi continuano a degradarsi rilasciando sostanze nocive. È stato individuato un secondo picco di rilascio di nicotina e tossine dopo circa cinque anni, in coincidenza con la frammentazione del filtro. Tale processo favorisce la dispersione di metalli pesanti e composti organici, alterando gli ecosistemi marini e le comunità microbiche.
Rischi per la biodiversità e ritardi normativi
La fauna costiera subisce direttamente le conseguenze di questo inquinamento. Specie come la tartaruga Caretta caretta e il fratino, simbolo degli ecosistemi dunali, sono particolarmente vulnerabili. La loro tutela è attualmente al centro di progetti europei come LIFE Turtlenest e LIFE Alexandro, volti a preservare habitat messi a rischio da una media complessiva di 785 rifiuti ogni 100 metri di litorale.
Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente, sottolinea la necessità di un cambio di passo: “È necessario ridurre l’usa e getta, rafforzare informazione, controlli e sanzioni e soprattutto applicare pienamente la Direttiva europea SUP 2019/904”. L’Italia si trova tuttavia in una posizione critica, con una procedura d’infrazione europea aperta per la mancata applicazione della Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) nel settore del tabacco. A differenza di Francia, Germania e Spagna, nel Paese mancano meccanismi obbligatori che impongano ai produttori i costi di raccolta e pulizia.
Mobilitazione territoriale e iniziative in Calabria
Mentre il quadro normativo nazionale attende interventi, a livello locale si moltiplicano le ordinanze antifumo, già adottate in 18 comuni tra cui Rimini, Olbia e Alghero. Anche Roma si prepara a vietare il fumo sul litorale di Ostia e Castel Porziano dall’estate 2026.
Sul fronte del volontariato, la campagna “Spiagge e Fondali Puliti 2026” prevede oltre 80 iniziative in 16 regioni. In Calabria, i volontari del Circolo Legambiente Reggio Calabria e della Pro Loco Reggio Sud interverranno sabato 11 aprile sulla spiaggia di Pellaro. Il 12 aprile le attività si sposteranno sul Lungomare di Reggio Calabria, mentre il 18 aprile sarà interessata l’area di Corigliano Rossano presso il Torrente Coriglianeto. Il motto dell’edizione, “tiriamolisù”, invita i cittadini a documentare la trasformazione delle spiagge restituite alla collettività.



