Il percorso per il riconoscimento dell’Indicazione geografica protetta (Igp) del Bergamotto di Reggio Calabria segna un punto a favore del proseguimento dell’iter istituzionale.
Durante l’udienza dell’8 aprile 2026, il Tar del Lazio ha respinto la richiesta di tutela cautelare urgente che mirava a sospendere il procedimento. L’istanza era stata presentata dal Consorzio della Dop Olio essenziale Bergamotto di Reggio Calabria e dalla ditta F.lli Foti società agricola sas, in un contenzioso che coinvolge il Ministero dell’Agricoltura, la Regione Calabria e il Comitato promotore.
La scelta del tribunale amministrativo di non concedere la sospensione cautelare permette di mantenere la piena efficacia dei provvedimenti già adottati. Questo passaggio risulta determinante per l’avanzamento della pratica presso le sedi dell’Unione Europea, dove l’istruttoria per il via libera definitivo sta procedendo senza interruzioni. I giudici hanno inoltre stabilito che la valutazione definitiva avverrà direttamente nell’udienza di merito, fissata per il 22 settembre 2026.
I prossimi appuntamenti giudiziari e la fase europea
Nonostante la decisione favorevole alla prosecuzione dell’iter, il fronte legale rimane aperto su più livelli. Il 6 maggio 2026 è prevista una nuova udienza dinanzi al Tar del Lazio per discutere un’ulteriore richiesta di accesso agli atti presentata dai ricorrenti nei confronti del Ministero dell’Agricoltura. Tale passaggio si inserisce nella strategia dei soggetti contrari all’Igp per approfondire i dettagli documentali che hanno portato alle decisioni ministeriali.
Dal canto suo, il Comitato promotore manifesta ottimismo riguardo ai prossimi sviluppi. La fiducia è rivolta sia al completamento del procedimento in ambito europeo sia all’esito del confronto in aula previsto per settembre, considerato il momento spartiacque per la risoluzione della controversia. Al centro della questione permane la necessità di bilanciare le posizioni delle diverse realtà produttive locali con l’obiettivo comune della tutela e della valorizzazione di una risorsa agricola considerata simbolo identitario del territorio reggino.



