Il legame profondo tra la terra calabrese e il suo protettore si è manifestato ancora una volta nel santuario di Paola, dove nel pomeriggio del 2 maggio si è svolto il tradizionale rito dell’offerta dell’olio votivo. La cerimonia, officiata dai frati minimi, rappresenta uno dei pilastri delle celebrazioni in onore di San Francesco di Paola e ha visto la partecipazione di centinaia di fedeli giunti da ogni angolo della regione per rendere omaggio al santo eremita.
L’accensione della lampada e il significato del gesto
Il momento culminante dell’evento è stato l’accensione della lampada votiva, affidata quest’anno al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto. Il gesto simbolico dell’offerta dell’olio, destinato ad alimentare la fiamma che arde incessantemente dinanzi alle reliquie del santo, funge da atto di fede collettivo e segno di unità per l’intera popolazione.
Il presidente Occhiuto ha voluto condividere un ricordo personale legato alla sacralità del luogo durante lo svolgimento della funzione. «Sono fortunato perché, essendo nato a pochi chilometri da qua, da bambino venivo spesso a visitare questi posti meravigliosi e di pace», ha dichiarato il governatore, sottolineando la connessione spirituale e geografica che lo lega al santuario fin dall’infanzia.
Una partecipazione corale tra istituzioni e devozione
La celebrazione non è stata solo un evento religioso, ma anche un significativo punto di incontro per il mondo istituzionale e politico calabrese. Oltre alla folla di devoti, erano presenti numerosi rappresentanti delle amministrazioni locali, tra cui il quattro volte sindaco di Paola, Roberto Perrotta, il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, e il presidente della Provincia di Cosenza, Biagio Faragalli. La loro presenza testimonia come la figura di San Francesco superi i confini della fede per diventare un simbolo identitario riconosciuto da tutte le parti politiche e sociali.
Verso il culmine dei festeggiamenti del 4 maggio
L’accensione della lampada si inserisce in un programma di festeggiamenti solenni che abbraccia un arco temporale di circa dieci giorni. La città di Paola e il suo santuario continuano a essere il fulcro di una serie di appuntamenti religiosi e civili che vedranno il loro apice il 4 maggio, giornata conclusiva delle celebrazioni, durante la quale è atteso il maggior afflusso di pellegrini per il gran finale delle manifestazioni dedicate al patrono della Calabria.



