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Lavoro festivo in Calabria: quando il calendario rosso non ferma i turni

Mentre il calendario si tinge di rosso per la maggior parte della popolazione, una fetta consistente della forza lavoro calabrese rimane operativa.

Secondo le ultime rilevazioni della Cgia di Mestre, sono 73.300 i lavoratori dipendenti in Calabria che prestano servizio durante le festività, su un totale di 414.000 occupati. Questa cifra rappresenta il 17,7% del totale regionale, a dimostrazione di come il lavoro festivo sia ormai una componente strutturale dell’economia locale. I settori maggiormente coinvolti sono il turismo e il commercio, seguiti dai servizi essenziali come la sanità, i trasporti e la pubblica sicurezza.

La situazione a livello nazionale e i settori trainanti

Il fenomeno non riguarda solo la Calabria, ma riflette una tendenza consolidata in tutto il Paese. Nel primo fine settimana di maggio, si stima che circa 4,6 milioni di persone siano state impegnate sul posto di lavoro in Italia: di questi, 3,5 milioni sono dipendenti e 1,1 milioni sono lavoratori autonomi. Complessivamente, gli italiani che lavorano la domenica e nei giorni festivi rappresentano il 19,3% della forza lavoro totale, con una presenza significativa di lavoratori stranieri, che costituiscono un quinto degli occupati in questi turni.

I dati Istat confermano che il comparto alberghiero e della ristorazione guida la classifica nazionale con 781.700 unità, seguito dalla sanità con 688.000 e dal commercio con 631.000. Questi tre ambiti insieme coprono il 60% dei dipendenti attivi durante le feste. A livello territoriale, la Lombardia detiene il primato assoluto con 567.700 lavoratori festivi, seguita dal Lazio con 446.400 e dal Veneto con 278.600.

L’impatto sociale e il tempo sottratto alla famiglia

Oltre ai dati economici e statistici, il lavoro festivo porta con sé costi che difficilmente possono essere quantificati in busta paga. Nonostante le maggiorazioni retributive e i riposi compensativi previsti dai contratti, la Cgia di Mestre sottolinea le ripercussioni sulla vita privata. «Il primo effetto è quello più evidente: la sottrazione del tempo familiare», evidenzia l’associazione degli artigiani.

Esiste inoltre una criticità legata alla dimensione sociale, definita come un disallineamento rispetto alla comunità. Chi lavora quando gli altri riposano sperimenta una sfasatura dei tempi di vita che può portare all’isolamento, poiché i momenti di svago e di affetto non coincidono più con quelli della maggioranza delle persone, rendendo il lavoro festivo una scelta, o spesso una necessità, dal forte impatto umano.