Un gruppo di quattordici dipendenti comunali in servizio presso il settore delle Politiche sociali ha presentato un’istanza formale per denunciare un utilizzo del personale definito contra ius. Assistiti dall’avvocato Francesco Pitaro, gli assistenti sociali e gli psicologi si sono rivolti al sindaco, al segretario generale e al dirigente di settore per chiedere il ripristino delle mansioni previste dal profilo professionale per il quale sono stati assunti tramite concorso pubblico.
Le mansioni contestate tra burocrazia e compiti da autisti
Secondo quanto esposto nel documento, il personale sarebbe stato progressivamente distolto dalle proprie funzioni specifiche per essere impiegato in attività amministrative e contabili. I firmatari sostengono di agire prevalentemente come responsabili unici del procedimento per gare d’appalto, addetti alla rendicontazione e alla contabilità, oltre che alla redazione di atti burocratici. Tra le criticità sollevate emerge anche l’impiego dei lavoratori come autisti, sia con mezzi propri che dell’amministrazione, per il trasporto di utenti minorenni. L’istanza contesta inoltre l’assegnazione di pratiche relative a pignoramenti, gratuito patrocinio e procedure collegate ai protocolli d’intesa dell’ente.
Le criticità legate all’Ambito territoriale sociale
Un passaggio centrale della protesta riguarda la gestione dell’Ambito territoriale sociale (ATS) di Catanzaro. In qualità di ente capofila, il Comune avrebbe avallato richieste provenienti da altri Comuni, forze dell’ordine e autorità giudiziaria per la presa in carico di utenza distribuita nei 31 Comuni dell’ambito. I dipendenti sottolineano però di essere legati contrattualmente al solo Comune di Catanzaro e non all’intera struttura territoriale. Viene inoltre segnalata la gestione di turni di reperibilità in assenza di un regolamento specifico, di protocolli operativi definiti e di risorse adeguate.
Sicurezza e organizzazione del settore Politiche sociali
I lavoratori evidenziano la mancanza di misure di sicurezza durante gli interventi esterni e negli uffici dell’assessorato, oltre a una carenza di offerta formativa specifica. Nel documento si legge che tali condizioni sottraggono tempo prezioso alla gestione dei bisogni dell’utenza e alla presa in carico delle situazioni sociali più delicate. Viene inoltre segnalata una scarsa chiarezza nell’organigramma e l’assenza di convenzioni assicurative idonee.
Ultimatum all’amministrazione comunale
L’istanza si conclude con la richiesta di una riorganizzazione delle mansioni entro sette giorni, affinché il personale possa essere adibito esclusivamente a compiti coerenti con la propria professionalità. I firmatari ribadiscono che l’attuale assetto organizzativo lede il diritto alla crescita professionale e rischia di compromettere l’efficacia di un settore ritenuto nevralgico per le fasce fragili della popolazione. In mancanza di un intervento risolutivo, i dipendenti si riservano di intraprendere ulteriori iniziative legali.



