Il Consiglio regionale della Calabria ha registrato il deposito di una proposta di legge finalizzata al rafforzamento funzionale dei presidi ospedalieri situati nelle aree montane, interne e territorialmente disagiate. L’iniziativa legislativa, finalizzata a ridefinire gli standard assistenziali nelle zone più isolate della regione, ha già incassato il sostegno unanime di tutti i capigruppo di maggioranza.
Il provvedimento interessa direttamente una rete di strutture storicamente esposte alle criticità geografiche del territorio calabrese. Nello specifico, la proposta riguarda gli ospedali di San Giovanni in Fiore, Acri, Serra San Bruno, Soveria Mannelli, Oppido Mamertina e lo stabilimento ospedaliero di Rogliano. All’interno del testo vengono definiti gli indirizzi programmatici per potenziare l’assistenza in questi presidi, che scontano gravi difficoltà di collegamento, tempi elevati di percorrenza verso i grandi hub ospedalieri e condizioni geomorfologiche complesse.
Gli interventi previsti e l’integrazione con la telemedicina
La proposta di legge prevede una serie di interventi strutturali e organizzativi volti a colmare il divario assistenziale delle aree interne. Il nucleo del provvedimento si concentra sul rafforzamento delle funzioni assistenziali e del comparto dedicato all’emergenza-urgenza, l’anello più critico per i territori distanti dai centri urbani.
Tra le principali novità introdotte figurano una maggiore integrazione tra gli ospedali e i servizi sanitari territoriali, l’attivazione e l’implementazione della telemedicina e la stipula di protocolli organizzativi specifici tra le aziende sanitarie e le aziende ospedaliere, con l’obiettivo di rendere più efficienti le prestazioni erogate ai cittadini.
Il superamento del commissariamento e gli obiettivi politici
I consiglieri regionali promotori della proposta legislativa, Rosaria Succurro e Domenico Giannetta, hanno sottolineato il contesto storico in cui si inserisce questo intervento, legato ai cambiamenti nella gestione della sanità calabrese.
«Questa proposta arriva in una fase nuova per la sanità calabrese. Grazie al grande e costante lavoro del presidente Roberto Occhiuto e dei direttori generali delle aziende pubbliche della salute, la Regione torna progressivamente ad avere le redini della programmazione sanitaria dopo 17 anni di commissariamento governativo».
I promotori hanno poi chiarito le motivazioni che hanno spinto alla stesura di un testo normativo interamente focalizzato sulle periferie della regione.
«Ecco perché abbiamo ritenuto necessario intervenire con una legge dedicata agli ospedali dei territori montani, delle aree interne e disagiate, che per troppo tempo hanno subito tagli di diritti e servizi fondamentali».
Secondo quanto dichiarato dai firmatari, l’iter legislativo si preannuncia solido grazie alla convergenza delle forze politiche della coalizione di governo regionale.
«Ora c’è un testo di legge coerente con la programmazione sanitaria regionale. La condivisione di tutti i capigruppo e dell’intera maggioranza regionale dimostra la volontà politica di dare risposte concrete ai territori montani, interni e disagiati della Calabria».



