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Stangata carburanti: dimezzato lo sconto sulle accise. Pieno di gasolio a oltre 2 euro

Proprio nei giorni in cui il sole e la primavera tornano a splendere, in particolare in Calabria, facendo aumentare il desiderio di spostarsi e viaggiare, per gli automobilisti italiani arriva una pesante doccia fredda. Il governo ha infatti deciso di dimezzare lo sconto sulle accise del gasolio, che passa da venti a dieci centesimi al litro, cifra che sale a dodici virgola due centesimi se si calcola anche l’incidenza dell’Iva. Questa misura, approvata dal Consiglio dei ministri, rimarrà in vigore fino al prossimo sei giugno.

Le ripercussioni sulle tasche dei cittadini saranno immediate e significative. Secondo i calcoli diffusi dalle associazioni dei consumatori, il provvedimento si tradurrà in una spesa media di sei euro e dieci centesimi in più per ogni pieno di gasolio. I prezzi alla pompa sono destinati a impennarsi rapidamente, raggiungendo una media stimata di due euro e nove centesimi al litro per il self-service sulla rete stradale ordinaria, mentre in autostrada la tariffa media per il diesel toccherà i due euro e diciotto centesimi al litro.

Prima di questo intervento, l’Osservatorio sui prezzi del Mimit registrava una situazione già parzialmente tesa, con la benzina a uno virgola novecentosessantasette euro e il gasolio a uno virgola novecentosettantanove euro al litro sulle strade interne, mentre in autostrada i prezzi medi self si attestavano rispettivamente a due virgola cinquantacinque e due virgola sessantacinque euro. Con il nuovo assetto fiscale, l’Italia è destinata a scalare i vertici della classifica europea del caro-diesel, piazzandosi al sesto posto complessivo e restando dietro soltanto a Paesi Bassi, Danimarca, Finlandia, Francia e Belgio.

Da un punto di vista puramente economico, la scelta dell’esecutivo trova una sponda nelle dichiarazioni di Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, il quale evidenzia lo scenario di una potenziale emergenza scorte. Tabarelli spiega che tra la fine di febbraio e la metà di aprile il prezzo netto del gasolio era aumentato di cinquantadue centesimi, una fiammata che giustificava pienamente il precedente super sconto. Tuttavia, la successiva discesa di quindici centesimi registrata fino a pochi giorni fa legittima un dimezzamento del taglio fiscale. Secondo l’analista, di fronte a una crisi energetica globale, abbassare artificialmente i prezzi agisce come un incentivo ai consumi, andando in direzione ostinata e contraria rispetto alla reale scarsità delle risorse. Diventa quindi necessario lanciare un segnale di scarsità per frenare l’uso dei carburanti.

Sul fronte politico e sociale il clima resta invece caldissimo. La maggioranza difende il provvedimento specificando che il ridimensionamento dello sconto si inserisce in un più ampio pacchetto di aiuti per famiglie e imprese che tocca anche agricoltura e trasporti. Non a caso, le sigle dell’autotrasporto riunite in Unatras hanno espresso soddisfazione, confermando la revoca del fermo nazionale dei tir precedentemente proclamato.

Il resto del mondo produttivo e la tutela dei consumatori esprimono però profondo dissenso. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, accusa apertamente l’esecutivo affermando che per lo Stato gli automobilisti restano solo polli da spennare, mentre Riccardo Verona di Confcommercio definisce la scelta miope e incomprensibile per il settore dei bus turistici. Le ricadute sul comparto produttivo sono evidenti anche nei dati della Cgia, secondo cui il caro-gasolio è già costato due miliardi e cento milioni di euro in tre mesi di crisi, colpendo duramente regioni come Lombardia, Campania e Sicilia. Una sofferenza ribadita dalla Cna, che quantifica i danni per gli artigiani tra i tre e i quattro miliardi di euro complessivi, con il presidente Dario Costantini che lancia l’allarme descrivendo i furgoni da lavoro come vere e proprie bollette viaggianti da migliaia di euro.