Il drammatico episodio di Amendolara, in cui quattro lavoratori immigrati sono stati brutalmente uccisi, ha sollevato una forte reazione da parte delle organizzazioni sindacali calabresi. Il 5 giugno 2026, la Cisl Calabria e la Fai Cisl Calabria, insieme alla federazione nazionale, hanno promosso una serie di iniziative e incontri istituzionali per chiedere con forza il rafforzamento della legalità, della sicurezza e delle tutele nel comparto agricolo della regione.
La giornata si è articolata attraverso momenti di riflessione interna, omaggi sul luogo della tragedia e confronti diretti con le autorità prefettizie e regionali per presentare proposte concrete contro lo sfruttamento e il caporalato.
Il Consiglio generale a Cirò e l’omaggio alle vittime
Le attività sono iniziate a Cirò con la riunione in sessione seminariale del Consiglio generale della Fai Cisl Calabria, svoltasi alla presenza del reggente della federazione nazionale, Antonio Castellucci. L’incontro, aperto con un minuto di silenzio per commemorare le vittime, era originariamente focalizzato sulle prospettive del comparto vitivinicolo regionale, ma ha inevitabilmente ampliato la discussione ai temi della prevenzione degli abusi e della piena applicazione delle norme nazionali ed europee contro la marginalizzazione dei braccianti.
Nel corso del pomeriggio, una delegazione sindacale ha raggiunto il luogo del delitto ad Amendolara per deporre una corona di fiori. All’omaggio hanno preso parte Antonio Castellucci, i segretari generali della Fai Cisl Calabria e della Cisl Calabria, Francesco Fortunato e Giuseppe Lavia, il segretario generale della Cisl di Cosenza, Michele Sapia, e i segretari delle strutture territoriali della Fai Cisl. Parallelamente, una rappresentanza del sindacato cosentino ha presenziato all’incontro ufficiale convocato dall’amministrazione comunale di Amendolara.
Il confronto con la Prefettura di Cosenza e la richiesta sul programma Silca
La mobilitazione è proseguita in serata sul piano istituzionale. Una delegazione composta da Antonio Castellucci, Francesco Fortunato e Michele Sapia ha incontrato il prefetto di Cosenza, Rosa Maria Padovano. Durante il colloquio è stato consegnato un documento programmatico contenente le rivendicazioni del sindacato per la tutela della legalità nella filiera agroalimentare.
Tra le istanze principali presentate al prefetto, i rappresentanti sindacali hanno evidenziato la necessità di sollecitare il ministero competente per l’attivazione urgente del programma Silca, considerato uno strumento fondamentale nel contrasto al caporalato e alle forme di sfruttamento della manodopera.
Il Patto regionale per il lavoro agricolo sicuro in Regione
Contemporaneamente, il segretario generale della Cisl Calabria, Giuseppe Lavia, ha preso parte a un’audizione davanti alla VI Commissione del Consiglio regionale e, successivamente, ha incontrato il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, e l’assessore alle Politiche per il lavoro, Giovanni Calabrese.
In queste sedi, Cisl e Fai Cisl hanno illustrato il “Patto regionale per il lavoro agricolo sicuro e di qualità”. Si tratta di un piano organico che prevede interventi specifici in quattro ambiti principali: la gestione del trasporto dei lavoratori, il superamento dei ghetti tramite l’adozione di modelli di ospitalità diffusa, l’intensificazione dei controlli ispettivi e la creazione di un sistema di incentivi economici riservato alle aziende agricole che operano nel pieno rispetto dei diritti contrattuali e della sicurezza.
I sindacati hanno confermato che l’azione di vigilanza e la richiesta di confronto con le istituzioni e le aziende proseguiranno nei prossimi mesi per garantire l’applicazione delle misure proposte e la tutela della dignità dei lavoratori del settore.



