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Anziana raggirata a San Calogero, scatta l’obbligo di dimora per due indagati

Una telefonata costruita per fare leva sulla paura, il racconto di un falso incidente stradale e la richiesta urgente di denaro per evitare gravi conseguenze giudiziarie a un familiare. Questo è il meccanismo della truffa del finto carabiniere contestata a due persone residenti nei comuni di Napoli e Afragola, che sono state raggiunte da un’ordinanza applicativa della misura cautelare dell’obbligo di dimora.

Il provvedimento è stato emesso il 28 maggio 2026 dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vibo Valentia ed eseguito dai Carabinieri della Stazione di San Calogero, con il supporto dei militari delle Stazioni di Pomigliano d’Arco e Napoli Marianella. I due destinatari della misura sono ritenuti gravemente indiziati, allo stato degli atti, del reato di truffa aggravata ai danni di una persona anziana.

La telefonata e la consegna di denaro e gioielli

La vicenda risale al 27 ottobre 2025 e ha come vittima un’anziana residente a San Calogero. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la donna ha ricevuto una telefonata da un uomo che si è qualificato come appartenente all’Arma dei Carabinieri. Nel corso della conversazione, il sedicente militare le ha riferito che un suo congiunto era rimasto coinvolto in un grave incidente stradale.

A quel punto è stata rappresentata alla vittima la necessità di consegnare con urgenza una somma di denaro, prospettando il rischio di pesanti risvolti giudiziari per il familiare. Mentre la donna veniva trattenuta al telefono, un complice si è presentato presso la sua abitazione, riuscendo a farsi consegnare denaro contante e monili in oro per un valore complessivo di circa 14.000 euro.

Le indagini e l’azione di contrasto nel territorio vibonese

Dopo l’episodio, le indagini condotte dai Carabinieri della Stazione di San Calogero hanno consentito di risalire ai presunti autori del raggiro. Gli elementi raccolti sono stati ritenuti dall’autorità giudiziaria idonei a sostenere l’adozione della misura cautelare nei confronti dei due indagati. L’attività rientra nel contrasto alle truffe ai danni delle persone anziane, un fenomeno che continua a registrare episodi su tutto il territorio nazionale e che colpisce soprattutto i soggetti più esposti a pressioni emotive, telefonate allarmanti e richieste improvvise di denaro.

Nel territorio vibonese, secondo quanto riferito dall’Arma, nell’anno precedente l’azione di contrasto ha portato anche al deferimento in stato di libertà di sei persone ritenute, allo stato degli accertamenti, coinvolte in analoghi episodi di truffa ai danni di anziani, commessi con modalità simili. In quei casi, i raggiri hanno consentito agli autori di ottenere profitti per oltre 20.000 euro. L’ultima misura eseguita a San Calogero conferma l’attenzione degli investigatori su un meccanismo ormai ricorrente: creare allarme attorno a un familiare, isolare la vittima al telefono e inviare un complice a ritirare denaro o preziosi direttamente in casa.