La prima edizione della “Settimana dei Murales Arbëreshë – Java e Muraleve Arbëreshe” si è conclusa registrando una grande partecipazione e un forte entusiasmo. Dal 3 al 9 giugno, l’iniziativa promossa da Fili Meridiani APS ha trasformato il borgo di Pallagorio (Puherì) in un vero e proprio laboratorio di arte urbana, memoria storica e dialogo interculturale. Realizzato in collaborazione con Mural Fest Kosova e con l’Università delle Scienze Applicate di Ferizaj, sotto il patrocinio del Comune di Ferizaj, il progetto ha segnato un importante punto di incontro tra l’Arbëria e i Balcani, coinvolgendo artisti, studenti, istituzioni e cittadini in un percorso di valorizzazione dell’identità arbëreshe.
Ponti di arte e memoria tra le due sponde del Mediterraneo
Nel corso della settimana, la comunità locale ha accolto cinque artisti internazionali, tra cui la professoressa Lebibe Topalli, decana dell’Università di Ferizaj e direttrice esecutiva del Mural Fest. Le nuove opere murarie realizzate fondono la storia e la cultura delle due sponde del Mediterraneo, proponendosi come ponti di narrazione visiva capaci di unire le radici e il senso di appartenenza. Tra i lavori più significativi spicca il murales dedicato al ricordo di Don Sergio Spezzano, figura di riferimento comunitaria, celebrato per il suo attivismo a sostegno della pace durante la guerra kosovara alla fine degli anni Novanta e arricchito dai versi di un suo componimento poetico.
La dimensione internazionale dell’evento è stata rafforzata dalla presenza della delegazione dell’Università delle Scienze Applicate di Ferizaj, guidata dal rettore Agron Bajraktari insieme ai professori Faton Spahiu, Florit Hoxha e Labinot Topilla. La delegazione ha partecipato a diversi incontri istituzionali presso i municipi di Pallagorio, Carfizzi e San Nicola dell’Alto, confrontandosi con i sindaci Umberto Lorecchio, Mario Antonio Amato e Luigi Rizzuti. Da questi tavoli è emersa la comune volontà di espandere l’iniziativa per creare un percorso artistico permanente che colleghi le tre comunità arbëreshe del Crotonese.
Il valore sociale e l’eredità culturale del progetto
L’impatto della manifestazione si estende oltre l’aspetto puramente estetico, toccando nodi sociali e umani profondi.
«La Settimana dei Murales Arbëreshë ha superato ogni aspettativa – dichiara Ettore Bonanno, presidente di Fili Meridiani APS –. In questi giorni abbiamo visto l’arte diventare uno strumento concreto di partecipazione, incontro e costruzione di relazioni. In questo senso mi preme citare il contributo di Michele Giudicissi, giovane artista di Pallagorio che ha partecipato al progetto dipingendo alcune porte del centro storico in collaborazione con gli artisti kosovari, progetto che proseguirà nei prossimi mesi con la realizzazione di altre porte narranti. Tutte le opere realizzate resteranno patrimonio permanente della comunità e rappresenteranno una testimonianza tangibile della nostra identità arbëreshe. Ma il risultato più importante è forse quello umano: aver costruito ponti tra persone, istituzioni e territori diversi, confermando che la cultura può essere un potente motore di dialogo e sviluppo».
Laboratori, riflessioni teoriche e mostre
Il programma ha previsto un articolato percorso di approfondimento che ha coinvolto anche le nuove generazioni. I bambini della Scuola dell’Infanzia di Pallagorio hanno partecipato a laboratori creativi, lasciando la propria impronta colorata sulle opere e contribuendo così a un racconto collettivo tra passato e futuro.
Sul piano del confronto teorico si è svolto il talk “Il ruolo dell’arte nella tutela del patrimonio culturale”. All’incontro hanno preso parte Ettore Bonanno, il rettore Agron Bajraktari, la docente Lebibe Topalli e Angelo Astorino, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Crotone. Il dibattito si è concentrato sull’arte contemporanea intesa come strumento di rigenerazione, tutela delle minoranze e leva di sviluppo economico territoriale.
L’offerta culturale è stata arricchita dalla mostra fotografica “Futuro in Arbëria – Visioni di Donne” di Lorenzo Fortunati, incentrata sul ruolo femminile nella conservazione dell’identità, e da un’esposizione digitale curata dagli studenti dell’ateneo di Ferizaj, che ha proposto una lettura multimediale dei legami tra mondo balcanico e comunità italo-albanesi.
Tradizione musicale e visioni future
La musica ha costituito un altro pilastro fondamentale della manifestazione. Le strade del borgo hanno ospitato il concerto di Peppino Siciliani, le esibizioni di Giovanni Bellio e Nicolino Basile, lo spettacolo del Gruppo Folk di San Nicola dell’Alto e gli interventi della Banda del Distretto Arbëresh, diretta dal maestro Franco Amendola.
I momenti inaugurali hanno visto sfilare un corteo festoso per le vie di Pallagorio, arricchito dalle donne e dalle bambine del luogo con la Coha, l’abito tradizionale arbëreshe. I festeggiamenti si sono poi conclusi presso il MUZÉ Spazio Arbëria, trasformatosi in un luogo di convivialità, performance artistiche e degustazioni.
La rassegna è stata concepita con una prospettiva di lungo termine, mirata a costruire una rete stabile tra i comuni della minoranza linguistica attraverso la cooperazione internazionale.
«Un ringraziamento speciale va agli artisti, ai volontari di Fili Meridiani che sono stati grandiosi, ai sindaci delle nostre comunità, ai musicisti, al gruppo folk, alla banda del distretto Arbëresh, agli sponsor dell’iniziativa, NewDay srl ed Emira Digital e ai proprietari delle case – conclude il presidente Bonanno –. Grazie soprattutto alla comunità di Pallagorio che ha accolto e sostenuto con entusiasmo l’intera iniziativa. Con generosità e grande spirito di ospitalità ha contribuito al successo di un progetto che lascia in eredità non solo nuove opere d’arte, ma anche nuove relazioni, nuove opportunità e una rinnovata consapevolezza del valore del patrimonio arbëresh».



