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Il paradosso del Cosenza Calcio: la piazza “preferisce” l’Eccellenza all’era Guarascio

Il futuro del calcio cosentino si trova davanti a un bivio fondamentale. Gli ultimi giorni hanno registrato una serie di colpi di scena significativi, a partire dalla decisione dell’amministrazione comunale di Palazzo dei Bruzi di sospendere la convenzione relativa allo stadio San Vito-Marulla fino a dicembre 2027. Un provvedimento che apre anche alla possibilità di una revoca definitiva nell’ambito del piano di riqualificazione dell’impianto sportivo.

Per tutelarsi in vista della prossima stagione e nell’eventualità di una mancata disponibilità della struttura cittadina, il presidente Eugenio Guarascio ha formalizzato una richiesta per lo stadio Franco Scoglio di Messina, individuato come possibile sede alternativa per disputare le gare interne del campionato di Serie C.

L’offerta formale di Vincenzo Rota

Parallelamente alle vicende infrastrutturali, si sono aperti nuovi scenari sul fronte societario. Il patron del club rossoblù ha ricevuto una proposta formale tramite PEC per l’acquisizione totale della società. La cordata è guidata dall’imprenditore Vincenzo Rota, amministratore delegato del Salumificio San Vincenzo, e sostenuta da un gruppo di operatori economici intenzionati a rilevare l’intero pacchetto azionario, facendosi carico della situazione debitoria esistente.

La risposta del presidente è attesa a breve, alla vigilia della scadenza federale del 16 giugno, termine ultimo per presentare la documentazione necessaria all’iscrizione al prossimo campionato di Serie C e per risolvere il nodo legato all’utilizzo dell’impianto di gioco.

Lo scontro con il Comune e il rischio del fallimento sportivo

Il clima di tensione è stato confermato da una nota ufficiale diffusa dalla società rossoblù e indirizzata al Comune di Cosenza, in cui i toni del confronto si sono alzati notevolmente. Nel documento la governance sostiene che la sospensione della convenzione e la revoca della licenza d’uso dello stadio possano pregiudicare l’iscrizione al campionato, paventando il rischio di una retrocessione d’ufficio in Eccellenza. Il club ha inoltre contestato i rilievi dei tecnici comunali, sottolineando come durante l’incontro svoltosi in Prefettura il 10 giugno non fossero emerse le criticità poi inserite negli atti.

La presa di posizione della proprietà ha però generato una reazione inaspettata in città. Da mesi la tifoseria organizzata e gran parte dei sostenitori manifestano la volontà di chiudere definitivamente la gestione legata a Eugenio Guarascio. Di conseguenza, l’evocazione dello scenario dilettantistico, utilizzato dal club come monito verso le istituzioni, è stato accolto dalla piazza come un prezzo accettabile da pagare pur di avviare un nuovo corso societario.

Le norme Figc e le opzioni per il futuro

In città sono riprese a circolare con insistenza le voci su un possibile coinvolgimento della DB Rossoblù Luzzi, compagine che milita proprio nel torneo di Eccellenza, vista da alcuni come potenziale base per un progetto di rinascita calcistica. Dal punto di vista regolamentare, le Norme Organizzative Interne della Figc (NOIF), in base all’ultima modifica dell’articolo 52, comma 10, del 1 novembre 2024, prevedono che in caso di mancata ammissione di un club professionistico il presidente federale possa consentire alla città il posizionamento in un campionato di almeno due categorie inferiori, ma attraverso la creazione di una nuova realtà societaria e non tramite la continuazione di quella esclusa.

Il quadro complessivo resta caratterizzato da profonde incertezze, con il rischio concreto di un lungo contenzioso amministrativo tra l’ente pubblico e l’attuale proprietà, mentre i tempi per garantire l’iscrizione e la continuità sportiva restano estremamente ridotti.