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Minori, l’appello di Marziale: “Accelerare sulla legge per l’età del consenso sessuale a 16 anni”

La tutela dei minori e il contrasto alla pedofilia tornano al centro del dibattito istituzionale con la richiesta stringente di accelerare l’iter parlamentare della proposta di legge numero 1.616. L’obiettivo del progetto normativo è innalzare l’età del consenso sessuale in Italia dagli attuali 14 a 16 anni, un traguardo che unisce istituzioni locali e parlamentari in una battaglia per la difesa della fragilità adolescenziale.

L’origine della proposta e l’asse tra Calabria e Parlamento

Il progetto di legge, che vede come primo firmatario l’onorevole Alfredo Antoniozzi di Fratelli d’Italia, nasce da una sinergia territoriale avviata dal sociologo Antonio Marziale, già garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Calabria. Il percorso ha preso il via in seguito al voto unanime di una mozione specifica nel Consiglio regionale calabrese, per poi essere incardinata alla Camera dei Deputati grazie al sostegno dei parlamentari Cannizzaro, oggi sindaco di Reggio Calabria, Furgiuele, nel frattempo transitato nel gruppo di Vannacci, Loperfido di Fratelli d’Italia e Zurzolo di Fratelli d’Italia.

La proposta ha ricevuto una legittimazione istituzionale rilevante durante la trentesima Conferenza nazionale per la garanzia dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, svoltasi il 17 luglio 2024. In quella seduta, presieduta dall’ex Autorità garante nazionale Carla Garlatti e convocata su richiesta esplicita di Marziale, l’innalzamento dell’età del consenso è stato inserito nell’agenda dei garanti italiani. Dal confronto è emersa anche la necessità di coordinare la riforma del Codice Penale con una parallela promozione dell’educazione all’affettività e dell’uso consapevole della rete nelle scuole.

Le modifiche al Codice Penale

La riforma prevede la modifica strutturale degli articoli 609-ter, 609-quater e 609-quinquies del Codice Penale. L’intervento normativo intende spostare a 16 anni il limite anagrafico generale sotto il quale ogni atto sessuale con un minore costituisce reato, indipendentemente dal consenso espresso.

“L’Italia deve allinearsi agli standard dei principali Paesi europei – spiega Marziale – e innalzare la soglia a 16 anni non significa limitare la libertà dei giovani, ma fornire ai magistrati e alle forze dell’ordine uno strumento giuridico solido per proteggere la fragilità psicologica e affettiva degli adolescenti, troppo spesso vittime di adescamenti e sfruttamento da parte di soggetti adulti”.

La richiesta di una risposta immediata alla Commissione Giustizia

Il presidente dell’Osservatorio contesta i rallentamenti burocratici e chiede alle istituzioni di sbloccare il provvedimento senza ulteriori indugi, evidenziando la gravità del blocco delle attività legislative su temi così delicati.

“Quando si assumono impegni che riguardano i minori, le leggi si devono fare subito e non si possono lasciare a marcire nei cassetti”, dichiara con forza il presidente dell’Osservatorio.

“La tutela dell’infanzia e dell’adolescenza non può essere subordinata a calcoli politici o a rallentamenti burocratici. Pertanto – conclude il sociologo – chiediamo una risposta immediata e un sussulto di responsabilità da parte della Commissione Giustizia, perchè ogni giorno di ritardo è un giorno in più in cui i nostri ragazzi restano privi di una difesa legale fondamentale”.