Il ritorno del sole splendente e di un mare eccezionalmente piatto ha dato il via a una nuova e intensa ondata di approdi sulle coste calabresi. Nelle prime ore di oggi, l’infrastruttura portuale di Vibo Marina ha fatto da scenario al trasferimento a terra di una sessantina di profughi — inclusi nuclei familiari con minori — originari in gran parte della fascia settentrionale e centrale del continente africano, scortati a riva da un mezzo navale della Guardia Costiera.
Le procedure di sbarco si sono concluse in modo lineare e senza alcun intoppo. Gli occupanti della barca, stando alle prime ricostruzioni delle agenzie di stampa, godono complessivamente di un buono stato psicofisico e hanno trovato ad attenderli la macchina dei soccorsi attivata dalle istituzioni locali, supportata sul campo dagli operatori sanitari dell’emergenza e dai volontari della Protezione Civile.
La gestione logistica e il trasferimento
Una volta ultimati gli screening medici di rito e i monitoraggi legati alla pubblica sicurezza, gli agenti della Questura hanno fatto partire l’iter per il fotosegnalamento e il riconoscimento formale.
La tabella di marcia prevede ora lo spostamento dei migranti verso il centro d’accoglienza temporanea situato nella zona industriale di Porto Salvo. Lì riceveranno la prima assistenza logistica in attesa che vengano stabilite le destinazioni definitive nelle varie regioni italiane.
La macchina dei soccorsi
La regia dell’intera operazione è stata guidata dal palazzo del Governo di Vibo Valentia, che ha orchestrato le attività congiunte tra reparti di polizia, militari della Capitaneria e associazioni umanitarie in prima linea nel supporto logistico.
Questo ennesimo attracco ribadisce la centralità strategica dello scalo di Vibo Marina come punto di riferimento cruciale per il salvataggio e la gestione dei flussi migratori lungo il litorale della Calabria.



