Per mesi i disagi e gli inconvenienti registrati nel territorio del borgo marino di Calopezzati sono stati associati, in modo diretto o indiretto, ai lavori per la realizzazione della rotatoria sulla Strada Statale 106.
Una narrazione che ha coinvolto anche l’organizzazione di volontariato “Basta vittime sulla strada statale 106”, considerata tra i principali sostenitori dell’infrastruttura. Per fare chiarezza sulla situazione, l’associazione ha richiesto e ottenuto un documento ufficiale da Anas S.p.A., firmato dai massimi responsabili tecnici della struttura territoriale Calabria, tra cui il direttore dei lavori Michele Pangaro e il responsabile della struttura Luigi Mupo. Le risposte fornite dall’ente ribaltano le ricostruzioni circolate fino a oggi.
Nessuna responsabilità per allagamenti e guasti idrici
Il resoconto tecnico di Anas affronta nello specifico due degli episodi più contestati. Il primo riguarda il cosiddetto “fiume d’acqua” riversatosi sul piazzale della chiesa, che l’amministrazione comunale aveva attribuito alla rottura di un argine artificiale del cantiere. Anas dichiara che l’evento «non appare in alcun modo riconducibile al cantiere», sottolineando anzi come le opere già realizzate abbiano facilitato il deflusso dell’acqua, evitando danni peggiori.
Il secondo punto riguarda la rottura della condotta idrica avvenuta il 27 maggio scorso. Anche in questo caso viene esclusa ogni responsabilità legata ai lavori della rotatoria. Secondo il documento, la tubazione presentava riparazioni antecedenti all’apertura del cantiere, effettuate con soluzioni tecniche non idonee e ormai obsolete. Viene inoltre evidenziato che l’impresa esecutrice ha offerto supporto tecnico per la riparazione, pur non essendo responsabile del guasto.
Sottoservizi non censiti e richieste inevase
I nodi principali emersi dalla comunicazione scritta riguardano la gestione dei sottoservizi e delle reti comunali. Durante gli scavi sono state individuate numerose interferenze non segnalate nei censimenti della fase progettuale, rendendo necessari ripetuti sopralluoghi con l’ufficio tecnico comunale.
A causa del proprio dissesto finanziario, il Comune di Calopezzati ha chiesto ad Anas di farsi carico dei costi per lo spostamento di tali reti. Anas ha inoltre specificato di aver richiesto formalmente all’ufficio tecnico del Comune i dati necessari a identificare le utenze autorizzate e quelle da regolarizzare, ma tale richiesta risulta a oggi non evasa. I ritardi e le criticità riscontrate nel completamento della rotatoria appaiono quindi legati a problematiche di competenza dell’ente locale, ridefinendo il quadro delle responsabilità in merito all’andamento dei lavori.



