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La riforma della caccia divide il Senato: la maggioranza stringe i tempi, le opposizioni attaccano lo «Sparatutto»

È ripreso nell’aula del Senato l’esame del disegno di legge sulla caccia, un percorso legislativo avviato la scorsa settimana che si avvia verso le battute finali a Palazzo Madama.

La sessione odierna ha ripreso i lavori partendo dalle votazioni sugli emendamenti all’articolo 17, all’interno di un testo complessivo composto da 20 articoli. L’avvio della seduta è stato subito segnato dalla richiesta di verifica del numero legale dei senatori presenti, che è stato ad ogni modo confermato, consentendo la prosecuzione dei lavori.

Il provvedimento, nato su iniziativa del capogruppo di Fratelli d’Italia Lucio Malan, dovrebbe essere sottoposto al voto definitivo dell’aula nella giornata odierna. In caso di approvazione, il testo passerà successivamente all’esame della Camera dei deputati per la seconda lettura.

Le contestazioni delle opposizioni e il dibattito sui contenuti

La riforma mira a modificare l’attuale legislazione in materia venatoria, che risale al 1992. Il percorso parlamentare è stato caratterizzato da un forte ostruzionismo, con la presentazione di oltre 900 emendamenti, depositati per la maggior parte dai gruppi di opposizione. Le forze di minoranza hanno criticato duramente il ddl, ribattezzandolo «lo Sparatutto». Secondo i contrari alla riforma, le nuove norme amplierebbero eccessivamente le possibilità di caccia, introducendo potenziali rischi per la sicurezza pubblica e riducendo le tutele attualmente previste per la fauna selvatica.

Le ragioni della maggioranza e la gestione della fauna selvatica

Di contro, i partiti di centrodestra sostengono con fermezza la necessità della riforma, respingendo le accuse delle opposizioni. I promotori e i sostenitori del provvedimento pongono l’accento sulle problematiche concrete legate alla proliferazione incontrollata di alcune specie, in particolare gli ungulati. La maggioranza evidenzia come la presenza massiccia di questi animali selvatici sul territorio rappresenti un pericolo costante, essendo spesso all’origine di gravi incidenti stradali e di ingenti danni economici perpetrati a scapito degli allevamenti e delle colture agricole.