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Calabria senz’acqua, De Cicco interroga la Regione: “Perché il potabilizzatore di Piano Lago non parte?”

L’infrastruttura idrica di Piano Lago torna al centro del dibattito politico regionale. Il consigliere regionale e capogruppo dei Democratici Progressisti Meridionalisti, Francesco De Cicco, ha presentato un’interrogazione a risposta scritta per fare luce sullo stato di avanzamento dell’opera e sui tempi necessari alla sua piena operatività. L’atto ispettivo è stato formalmente indirizzato al Presidente della Giunta regionale e all’assessore competente in materia ambientale.

Una infrastruttura strategica contro le criticità estive

L’impianto viene definito come un tassello centrale per il rafforzamento del sistema di approvvigionamento idrico sul territorio, in un contesto strutturale segnato da criticità ricorrenti che tendono ad acuirsi in modo particolare durante i mesi estivi. L’iniziativa muove dalla necessità di verificare lo stato reale dei lavori e l’effettiva capacità operativa della struttura.

La richiesta di chiarimenti su ostacoli e tempi di attivazione

Il testo dell’atto mira a ottenere chiarimenti puntuali in merito al completamento dell’opera e all’eventuale presenza di impedimenti tecnici o burocratici.

“È necessario sapere con precisione quale sia lo stato dei lavori, se l’impianto sia tecnicamente pronto all’entrata in funzione e quali eventuali ostacoli ne stiano ancora impedendo l’attivazione”.

L’interrogazione sollecita l’amministrazione regionale a indicare un cronoprogramma certo per la messa in esercizio dell’impianto, oltre a illustrare le azioni già intraprese per accelerarne l’attivazione. La finalità dell’intervento è quella di quantificare il contributo concreto che il potabilizzatore potrà offrire alla gestione complessiva della rete.

La necessità di una programmazione strutturale

Oltre ai dettagli tecnici sulla struttura di Piano Lago, la richiesta solleva una questione di metodo sulla gestione complessiva delle risorse idriche nel territorio calabrese.

“I cittadini hanno il diritto di conoscere lo stato di avanzamento di un’opera pubblica così importante. La Calabria ha bisogno di interventi strutturali e non di soluzioni emergenziali”.