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Alta velocità in Calabria, Rifondazione Comunista attacca dopo le parole di Occhiuto

Le dichiarazioni del Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, in merito al mancato arrivo dell’alta velocità ferroviaria nella regione hanno sollevato dure reazioni politiche. Secondo la segreteria regionale di Rifondazione Comunista, tali affermazioni rappresentano una confessione politica gravissima che giunge direttamente dal vertice della cittadella di Catanzaro, nonché vicesegretario nazionale di Forza Italia. Per la formazione politica, l’ammissione certifica il fallimento di una stagione di governo che vede il centrodestra alla guida sia della Regione sia del Paese.

Dopo un lungo periodo caratterizzato da annunci e promesse, emerge una realtà complessa per il territorio calabrese, che rischia di rimanere escluso dai principali corridoi ferroviari ad alta velocità d’Italia. Rifondazione Comunista contesta la condotta della classe dirigente, accusata di aver privilegiato la propaganda rispetto alla tutela degli interessi concreti della comunità.

Il contrasto con il progetto del Ponte sullo Stretto

La discussione si estende inevitabilmente alle scelte strategiche del Governo nazionale, in particolare per quanto riguarda il collegamento stabile tra Calabria e Sicilia. Mentre si prende atto delle difficoltà legate all’alta velocità, l’esecutivo centrale continua a indirizzare cospicue risorse finanziarie verso la realizzazione del Ponte sullo Stretto, opera considerata da molti l’emblema del rilancio del Sud.

L’opposizione di sinistra solleva un interrogativo sulla logica di un’infrastruttura di tale portata in assenza di una rete ferroviaria regionale moderna e completa. La scelta di concentrare i fondi sul ponte, mentre le linee locali rimangono prive di interventi strutturali di tipo dell’alta velocità, viene letta come la preferenza per un’opera dal forte impatto simbolico a discapito delle necessità quotidiane di cittadini e lavoratori.

I rincari del trasporto locale e l’isolamento delle aree interne

Il quadro delineato dalle forze di opposizione include anche la gestione della mobilità interna e del trasporto pubblico locale. Di recente la Regione ha deliberato l’incremento del costo dei biglietti, una decisione che grava direttamente sulle tasche di pendolari, studenti e lavoratori. A fronte di tariffe più elevate, l’utenza si trova spesso a fare i conti con servizi non sempre adeguati e collegamenti insufficienti, che penalizzano soprattutto le aree interne, sempre più isolate.

Rifondazione Comunista Calabria invoca un mutamento radicale delle priorità programmatiche. La richiesta è di orientare gli investimenti pubblici verso il potenziamento delle tratte esistenti, con un’attenzione specifica alla linea ionica, e verso l’estensione dell’alta velocità fino a Reggio Calabria. Tra gli obiettivi prioritari vengono indicati la messa in sicurezza della rete, il rafforzamento dei servizi locali e una politica di riduzione tariffaria che garantisca la mobilità come un diritto sociale fondamentale per colmare il divario economico e sociale con il resto d’Italia.