La gestione dei flussi turistici e la salvaguardia dell’immagine pubblica rimangono al centro dell’agenda amministrativa di Tropea. La cittadina costiera, nota per il suo patrimonio paesaggistico e storico, ribadisce la propria posizione di avanguardia nel contrasto a comportamenti ritenuti lesivi della decenza e della vivibilità degli spazi comuni, anticipando un dibattito che oggi coinvolge numerose località balneari italiane.
Le dichiarazioni del primo cittadino e l’ordinanza a tutela della bellezza
Il sindaco Giovanni Macrì ha espresso con fermezza l’orientamento dell’amministrazione comunale, focalizzato sul mantenimento di alti standard di accoglienza e ordine pubblico.
“In termini di tutela del decoro urbano, di qualità della permanenza e di governo della bellezza non solo continuiamo a fare scuola, ma rilanciamo e rafforziamo l’impegno rispetto ad una concezione libertina e disordinata della fruizione turistica dei territori che viene avvertita contraria alla decenza e che contribuisce a penalizzare la percezione di sicurezza e serenità della destinazione nel suo complesso.”
Le restrizioni non si limitano all’abbigliamento ma colpiscono diverse pratiche legate al degrado o al commercio abusivo.
I divieti in vigore e le sanzioni economiche per i trasgressori
All’interno del perimetro urbano, fatta eccezione per l’intera area marina, è formalmente vietato circolare o sostare a torso nudo, in costume da bagno o a piedi scalzi. I provvedimenti vietano inoltre l’esercizio del commercio ambulante in forma itinerante e l’offerta di prestazioni come massaggi estetici o terapeutici da parte di soggetti non autorizzati o privi di titoli abilitativi.
È proibito qualsiasi altro comportamento che possa compromettere la fruizione degli spazi pubblici o danneggiare l’igiene del suolo e dell’ambiente. Per chi non rispetta le regole è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria che varia da 125 a 500 euro.



